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Il transfer embrionale è la fase in cui l’embrione viene trasferito nell’utero materno dopo la fecondazione e la coltura in laboratorio. Rappresenta uno dei momenti più importanti nei percorsi di procreazione medicalmente assistita.
Comprendere come si svolge, quando viene programmato e quali indicazioni seguire dopo la procedura aiuta ad affrontare questa fase con maggiore consapevolezza.
Cos’è il transfer embrionale

Transfer embrionale durante un trattamento di fecondazione in vitro
Il transfer embrionale è la procedura con cui uno o più embrioni (massimo 3, secondo termini di legge) vengono introdotti nella cavità uterina tramite un sottile catetere sotto guida ecografica.
Si tratta di una fase conclusiva del trattamento di fecondazione in vitro, dopo il prelievo degli ovociti, la fertilizzazione in laboratorio e la coltura embrionale, oppure dopo una procedura di scongelamento e fertilizzazione ovocitaria o di scongelamento embrionario.
L’obiettivo è depositare l’embrione nell’utero nel momento più adatto, favorendo la comunicazione biologica tra embrione ed endometrio ed aumentando le probabilità di impianto.
Quando avviene il transfer embrionale

l trasferimento embrionale è un passaggio molto delicato della procreazione medicalmente assistita
Il transfer può avvenire in momenti diversi, in base allo sviluppo dell’embrione e alla situazione clinica della paziente.
In alcuni casi si trasferisce un embrione al secondo o terzo giorno dopo la fecondazione. In altri, la coltura prosegue fino al quinto o sesto giorno, quando l’embrione raggiunge lo stadio di blastocisti.
La scelta tra transfer precoce e transfer a blastocisti dipende dal numero di embrioni disponibili, dalla qualità embrionale, dalla maturazione dell’endometrio, dall’età della paziente, dalla storia clinica della coppia.
Il confronto tra le due strategie viene approfondito nella guida dedicata a blastocisti giorno 5 vs embrione giorno 3.
Transfer embrionale e qualità dell’embrione
Prima del transfer, il laboratorio valuta lo sviluppo e la qualità degli embrioni ottenuti.
Quando l’embrione arriva allo stadio di blastocisti, gli embriologi possono utilizzare sistemi di classificazione morfologica per stimarne il potenziale di impianto.
Questo sistema prende il nome di grading delle blastocisti e considera parametri come espansione della blastocisti, massa cellulare interna e trofoectoderma.
È importante ricordare che il grading aiuta a orientare la scelta embrionale, ma non garantisce mai in nessun modo l’esito del trattamento.
Preparazione al transfer embrionale

Controllo dell’endometrio prima del transfer embrionale
La preparazione al transfer riguarda soprattutto la valutazione dell’endometrio, cioè il tessuto che riveste internamente l’utero.
Si controllano spessore, aspetto e sincronizzazione endometriale, perché l’embrione deve trovare un ambiente favorevole per potersi impiantare.
La preparazione può variare in base al tipo di ciclo: transfer a fresco, transfer da embrioni crioconservati, ciclo naturale o ciclo con preparazione farmacologica.
Questa fase si inserisce all’interno del percorso complessivo di preparazione al ciclo FIV.
Nella visione del Centro Clinico San Carlo di Torino, è fondamentale definire l’approccio terapeutico più adatto alla paziente: la personalizzazione del progetto terapeutico è importante anche nella fase di preparazione al transfer embrionale.
Come si svolge il transfer embrionale
Il transfer embrionale è una procedura semplice, rapida ed indolore.
La paziente si posiziona sul lettino ginecologico e il medico introduce, sotto guida ecografica, un sottile catetere attraverso il collo dell’utero, fino a raggiungere la cavità uterina.
L’embrione, caricato all’interno del catetere, viene quindi rilasciato delicatamente nell’utero.
La procedura dura pochi minuti e non richiede anestesia.
Transfer a fresco e transfer da embrioni congelati
Il transfer può essere eseguito nello stesso ciclo della stimolazione ovarica oppure in un ciclo successivo.
Nel transfer a fresco, l’embrione viene trasferito dai 2 ai 5/6 giorni dopo il prelievo degli ovociti.
Nel transfer da embrioni congelati, invece, si utilizzano embrioni precedentemente crioconservati tramite vitrificazione.
La crioconservazione di ovociti ed embrioni consente di programmare il transfer nel momento più favorevole, soprattutto quando è preferibile attendere condizioni endometriali migliori.
Quanti embrioni vengono trasferiti
Il numero di embrioni da trasferire viene deciso in base alla situazione clinica della paziente, alla qualità embrionale, all’età e al rischio di gravidanza multipla.
Nella pratica del Centro Clinico San Carlo di Torino si preferisce trasferire un singolo embrione; occasionalmente, dopo attenta valutazione della situazione clinica della paziente e dopo discussione con la coppia, si trasferiscono 2 embrioni.
Dopo il transfer embrionale: cosa succede
Dopo la procedura, la paziente può tornare alla vita quotidiana seguendo alcune semplici indicazioni.
Nei giorni successivi viene proseguita la terapia di supporto per favorire la fase luteale e sostenere l’endometrio: presso il Centro Clinico San Carlo di Torino anche le terapie di supporto all’impianto si avvalgono di una sinergia di medicina accademica, medicina naturale e medicina rigenerativa, tutte elaborate “su misura” alla paziente.
L’impianto dell’embrione, quando avviene, si verifica nei giorni successivi al transfer. Le reali possibilità di attecchimento dipendono da diversi fattori, tra cui qualità embrionale, età, recettività endometriale e storia clinica.
Il tema viene approfondito nella guida sulle percentuali di impianto della blastocisti.
Cosa fare dopo il transfer embrionale
Dopo il transfer è consigliabile seguire uno stile di vita regolare, evitando sforzi intensi e attenendosi alle indicazioni.
Non è necessario restare immobili a letto per giorni, salvo diverse indicazioni cliniche. Una moderata attività quotidiana non compromette l’esito del trattamento.
È importante rispettare la terapia prescritta e attendere il momento corretto per eseguire il test di gravidanza.
Quando fare il test di gravidanza
Il test di gravidanza si esegue generalmente circa 12-14 giorni dopo il transfer embrionale, tramite dosaggio delle beta-hCG nel sangue.
Effettuare il test troppo presto può generare risultati poco affidabili e aumentare l’ansia della coppia.
In caso di beta-hCG positive, si valuta l’andamento del valore nei giorni successivi e programma i controlli necessari.
Transfer embrionale nella fecondazione eterologa e nell’ovodonazione
Il transfer embrionale rappresenta una fase importante anche nei percorsi di fecondazione eterologa.
Nei trattamenti di ovodonazione, la preparazione endometriale assume un ruolo centrale, perché l’embrione ottenuto da ovociti donati deve trovare un ambiente uterino adeguato per l’impianto.
In questi casi la sincronizzazione tra sviluppo embrionale ed endometrio viene programmata con particolare attenzione.
Domande frequenti sul transfer embrionale
Il transfer embrionale garantisce la gravidanza?
No. Il transfer embrionale non garantisce la gravidanza.
Anche quando la procedura si svolge correttamente e l’embrione appare di buona qualità, il successo dipende da molteplici fattori biologici, alcuni dei quali ancora non del tutto noti.
Per questo motivo è importante affrontare ogni fase del percorso con ottimismo, ma anche con realismo: la PMA, sia omologa che eterologa, è un percorso che può essere alle volte più breve, come sempre ci auguriamo, e alle volte più lungo. Approcciarsi alla fecondazione assistita con questa consapevolezza è la cosa migliore che una coppia possa fare.
Il transfer embrionale è doloroso?
No. Il transfer embrionale è una procedura delicata, che richiede grande esperienza del ginecologo, ma è del tutto indolore, per la paziente simile ad una visita ginecologica.
Quanto dura il transfer embrionale?
La procedura dura generalmente pochi minuti. Presso il Centro Clinico San Carlo di Torino, dopo il transfer le pazienti osservano almeno mezz’ora di riposo prima di essere dimesse.
Serve anestesia per il transfer embrionale?
No. Essendo una procedura del tutto indolore, l’embryo-transfer non richiede anestesia.
Meglio transfer al giorno 3 o a blastocisti?
La scelta dipende dal numero e dalla qualità degli embrioni, dall’endometrio, dall’età della paziente e dalla strategia clinica. In alcuni casi si preferisce il transfer precoce, in altri la coltura fino a blastocisti. Non c’è una regola che valga per tutte le pazienti; ogni caso è a sé e va valutato singolarmente.
Quanti giorni dopo il transfer avviene l’impianto?
L’impianto può avvenire nei 2-5/6 giorni successivi al transfer, oppure può essere differito per attendere che l’endometrio sia più preparato ad accogliere l’embrione.
È meglio fare riposo assoluto dopo il transfer?
No. In genere non serve riposo assoluto. È consigliabile seguire uno stile di vita tranquillo e rispettare le indicazioni ricevute dal medico.
Quando si fa il test di gravidanza dopo il transfer?
Il test si esegue solitamente dopo circa 12-14 giorni, tramite dosaggio delle beta-hCG nel sangue.
Il transfer da embrioni congelati ha meno successo?
Con le tecniche moderne di vitrificazione, i transfer da embrioni congelati offrono risultati comparabili a quelli dei transfer a fresco.

I giorni successivi al transfer embrionale prima del test di gravidanza
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