Cos’è la fecondazione eterologa e quali sono le fasi di una fecondazione eterologa in Italia

La fecondazione eterologa comprende tutte le comuni tecniche di fecondazione assistita, ma si differenzia dalla fecondazione cosiddetta “omologa” per il fatto che le cellule riproduttive (gameti) maschili (spermatozoi) e/o femminili (ovociti) provengono da un donatore esterno alla coppia.

Fcondazione

Si parla di ovodonazione quando si effettua una fecondazione eterologa con ovociti provenienti da una donatrice esterna alla coppia.

Si consiglia un percorso di fecondazione eterologa con ovodonazione alle coppie infertili in cui la partner femminile presenti un problema riproduttivo legato a:

-fattori genetici
-sindrome del follicolo vuoto
-età riproduttiva avanzata
-menopausa precoce
-poliabortività
-pregressi fallimenti di procreazione assistita omologa con ovociti e/o embrioni di scarsa qualità biologica

Ovodonazione
Ovodonazione

Si parla di fecondazione eterologa con donazione di seme quando si ricorre a spermatozoi provenienti da un donatore esterno alla coppia.

Appartengono a questa categoria di fecondazione eterologa:

-inseminazione intrauterina con donazione di seme
-inseminazione intratubarica con donazione di seme
-fecondazione in vitro con donazione di seme

Si consiglia un percorso di fecondazione eterologa con donazione di seme alle coppie infertili in cui il partner maschile presenti un problema riproduttivo legato a:

-fattori genetici
-azoospermia, oligo-asteno-teratozoospermia severa con pregressi fallimenti di fecondazione assistita omologa
-disfunzione eiaculatoria incurabile
-fattore iatrogeno di infertilità

Donazione di seme
Donazione di seme

Si parla infine di fecondazione eterologa doppia quando vengono utilizzati sia ovociti che spermatozoi provenienti da donatori esterni alla coppia.

Si consiglia un trattamento di fecondazione eterologa doppia alle coppie infertili che presentino una combinazione di problematiche riproduttive sia maschili che femminili non risolvibili con una fecondazione assistita omologa.

Fecondazione eterologa: come si svolge la prima visita

Le coppie che fissano un appuntamento per avviare l’iter di fecondazione eterologa, vengono accolte dal personale di reception e vengono invitate a compilare una scheda contenente i loro dati anagrafici.

Il Prof. Menaldo o altro collega, che seguirà la coppia in ogni tappa del percorso di PMA, esamina la situazione consultando esami e documentazione già in possesso dei pazienti e suggerisce eventuali approfondimenti utili prima di procedere con la programmazione della fecondazione eterologa.

 

Viene contestualmente esaminato l’apparato genitale femminile mediante ecografia transvaginale 2-3D per lo studio di ovaie e utero. La visita viene completata con l’osservazione diretta della cervice uterina mediante speculum vaginale, con la misurazione del pH vaginale e con l’esame batteriologico a fresco del fluido vaginale.

Ecografia transvaginale

Al termine della prima visita, vengono prescritti eventuali indagini aggiuntive utili a stabilire la fattibilità di una fecondazione eterologa.

 

Per una fecondazione eterologa con ovodonazione, si concentra l’attenzione sulla qualità del liquido seminale del partner maschile e sulle caratteristiche dell’utero della partner femminile, che dovrà essere idoneo a portare avanti una gravidanza. Possono ad esempio essere richiesti:

sonoisterografia per lo studio della cavità uterina interna
isteroscopia diagnostica e/o operativa per diagnosticare e rimuovere polipi, sinechie, setti uterini che renderebbero difficoltoso l’instaurarsi di una gravidanza
scratching dell’endometrio per aumentare la recettività endometriale e per la ricerca di eventuali linfociti natural killer che impedirebbero l’impianto embrionario
-per il partner maschile: spermiogramma + mar-test + spettrofotometria del liquido seminale

 

Per una fecondazione eterologa con donazione di seme, si sposterà l’attenzione sul versante femminile: si valuteranno quadro ormonale, ovaie e utero e si pianificherà una stimolazione ovarica:

sonoisterosalpingografia per lo studio della pervietà tubarica: in caso di tube pervie potrebbe essere valutata la possibilità di una inseminazione intratubarica con seme di donatore
sonoisterografia, isteroscopia diagnostica e/o operativa, scratching dell’endometrio come già descritto

-dosaggi ormonali per la riserva ovarica (FSH, estradiolo, AMH)

 

Naturalmente si tratta di indicazioni di carattere generale, perché poi spetta allo specialista la valutazione di ogni singolo caso e, dunque, la decisione in merito al tipo di indagini da eseguire.

 

Gli esami di screening per lui e per lei in vista di una fecondazione eterologa

Stabilita la tipologia di fecondazione eterologa da eseguire (inseminazione intratubarica con seme di donatore, ovodonazione, fecondazione in vitro con donazione di seme, doppia eterologa), si procede alla richiesta di esami di screening specifici previsti dalla normativa vigente in materia.

Con i risultati di tutti gli esami prescritti, la coppia può fissare un nuovo incontro e definire le fasi della fecondazione eterologa stabilita.

Qualunque sia la tipologia di fecondazione eterologa che la coppia affronterà, è fondamentale che i partners siano in possesso dei loro gruppi sanguigni, parametri indispensabili per la ricerca di un donatore e/o una donatrice compatibili.

Gruppi sanguigni

Definito il quadro clinico della coppia ed effettuati tutti gli approfondimenti diagnostici che lo specialista avrà ritenuto necessari per il caso specifico, si avvia la ricerca di una donatrice/un donatore compatibile.

Vengono raccolte le caratteristiche della coppia ricevente, in modo che si possano incrociare con una banca dati contenente le caratteristiche delle potenziali donatrici. Vengono richiesti in particolare: altezza, peso, razza e colore della pelle, colore degli occhi, colore e tipo di capelli, gruppo sanguigno e fattore Rh.

 

Attualmente in Italia si ricorre a donatori che afferiscono ad una banca di gameti estera e la ragione è da ricercare nella scarsità di donatori volontari di gameti sul territorio italiano. Il Centro Clinico San Carlo di Torino ha da tempo avviato una collaborazione con una banca di gameti europea, provvista di un’ampio database in grado di soddisfare la richiesta delle numerose coppie che ad oggi si rivolgono al nostro centro per la fecondazione eterologa. Per questo motivo, fatti salvi casi particolari, i tempi per arrivare a concludere l’iter dell’eterologa sono piuttosto rapidi e, nel giro di un paio di mesi, si arriva all’embryo-transfer.

 

Recentemente, il Centro Clinico San Carlo di Torino ha associato alle caratteristiche della coppia ricevente anche uno “scanner” del volto dei pazienti: un algoritmo traduce le foto in parametri numerici che consentiranno di identificare donatori compatibili anche per proporzioni fisionomiche.

 

 

Fecondazione eterologa con ovodonazione passo dopo passo

Per la partner femminile si pianifica un progetto terapeutico di preparazione dell’endometrio, in modo da arrivare all’embryo-transfer con un endometrio di spessore e qualità biologica ideali per l’impianto embrionario. E’ una terapia molto semplice e non invasiva, che si compone per lo più di prodotti assunti per via orale (estrogeni) e, successivamente, per via vaginale (progesterone).

Lo schema terapeutico si avvia all’arrivo del ciclo mestruale (o in amenorrea per le donne che non hanno cicli mestruali) e si provvede a monitorare la crescita dell’endometrio con dei controlli ecografici a partire dal 10° giorno del ciclo.

Se l’endometrio ha una crescita soddisfacente, si programma lo scongelamento degli ovociti destinati alla coppia e la loro fertilizzazione con gli spermatozoi del partner maschile, che dovrà produrre nel giorno stabilito, con una astinenza da 3 a 5 giorni, un campione di liquido seminale.

Nel nostro laboratorio, il liquido seminale viene sottoposto a capacitazione e si procede alla fertilizzazione in vitro. Nei giorni successivi si segue lo sviluppo embrionario e si programma l’embryo-transfer, che può avvenire da 3 a 5 giorni dopo la fertilizzazione ovocitaria. Si trasferiscono in utero 1-2 embrioni e quelli soprannumerari vengono crioconservati per eventuali ulteriori transfer successivi.

Il giorno del transfer la paziente, con la vescica lievemente piena, viene accompagnata in sala chirurgica dove avverrà il trasferimento degli embrioni in utero sotto guida ecografica; per la donna nessun dolore, nessun fastidio e dimissioni dopo circa un’ora con indicazioni sulla terapia domiciliare per i giorni a seguire.

A distanza di circa 2 settimane, un prelievo di sangue per il dosaggio del beta-hcg ci dirà se la gravidanza è iniziata. Con un beta-hcg positivo e che aumenta regolarmente nel tempo, si programma una ecografia di controllo a 4 settimane dall’embryo-transfer: l’evidenza di almeno un embrione con battito cardiaco presente sarà l’inizio del meraviglioso viaggio della gestazione.

Fecondazione: sviluppo embrione-feto
Fecondazione: sviluppo embrione-feto

 

Fecondazione eterologa con donazione di seme passo dopo passo

Per la partner femminile si pianifica un progetto terapeutico di stimolazione ovarica, con l’obiettivo di reclutare più ovociti maturi e idonei alla fertilizzazione con gli spermatozoi del donatore.

Si tratta di una terapia di medicina integrata costituita da gonadotropine a basso dosaggio e fitoterapia/omeopatia che inizia all’arrivo delle mestruazioni e dura una decina di giorni: la donna effettua le somministrazioni a casa in modo molto semplice dietro il costante supporto dello staff del Centro Clinico San Carlo di Torino.

La risposta ovarica alla stimolazione viene controllata con monitoraggi follicolari eseguiti a partire dal 7°/8° giorno del ciclo e dosaggi ematici di 17-beta-estradiolo e progesterone.

Quando i follicoli raggiungono la dimensione ottimale (18-20 mm circa), si pianifica il momento migliore per l’inseminazione, nel caso dell’inseminazione intratubarica con seme di donatore, o per il prelievo ovocitario, nel caso di fecondazione in vitro con seme di donatore.

Per l’inseminazione intratubarica: nel giorno stabilito, il liquido seminale di donatore destinato alla coppia in questione viene scongelato e preparato per l’inseminazione. La donna, con la vescica lievemente piena, viene accompagnata in sala chirurgica dove il liquido seminale capacitato verrà inserito sotto guida ecografica a livello tubarico. Per la paziente il tutto si svolge senza il minimo dolore e dopo poco viene dimessa. Un paio di settimane dopo, il betahcg rivelerà l’inizio della gravidanza.

Per la fecondazione in vitro con seme di donatore: nel giorno stabilito per il prelievo ovocitario, la donna viene accompagnata in sala chirurgica, dove sarà sottoposta a sedazione + anestesia locale alla presenza dell’anestesista, in modo che il prelievo risulti completamente indolore. Si procede allo svuotamento dei follicoli ovarici presenti e al reclutamento degli ovociti; quelli maturi saranno fertilizzati mediante ICSI/PICSI con gli spermatozoi del donatore prescelto. In presenza di numerosi ovociti, è possibile ricorrere alla crioconservazione per eventuali successive fertilizzazioni.

La paziente viene monitorata per 2-3 ore dopo il prelievo ovocitario e successivamente dimessa con la terapia domiciliare di supporto a base di progesterone.

Nei giorni seguenti si segue lo sviluppo embrionario e dopo 3-5 giorni si procede al transfer di 1-2 embrioni utero e all’eventuale crioconservazione degli embrioni sovrannumerari.

Un paio di settimane dopo, il betahcg rivelerà l’inizio della gravidanza.

Gravidanza
Gravidanza

 

Fecondazione eterologa: probabilità di successo

Per le fecondazioni eterologhe, le probabilità di successo risultano più elevate rispetto alle fecondazioni omologhe, poiché vengono impiegati gameti provenienti da donatori che non hanno problemi di infertilità e che, anzi, molto spesso hanno una fertilità provata da precedenti gravidanze.

Per le ovodonazioni, il ricorso a ovociti appartenenti a donatrici molto giovani è la ragione per cui le percentuali di gravidanza aumentano esponenzialmente.

Le probabilità di successo vanno naturalmente rapportate anche al quadro clinico della paziente e pertanto le reali possibilità di ottenere una gravidanza con una fecondazione eterologa verranno esaminate nel corso dei consulti iniziali.

I risultati del Centro Clinico San Carlo di Torino riportati anche nel registro PMA dell’Istituto Superiore di Sanità sono molto soddisfacenti.