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Fecondazione eterologa: percentuali di successo con ovodonazione e donazione di seme

fecondazione eterologa

Fecondazione eterologa percentuali di successo: le probabilità di ottenere una gravidanza dipendono dal tipo di trattamento, dalla qualità dei gameti utilizzati, dalle condizioni dell’utero e dalla recettività dell’endometrio.

Quando non è possibile programmare una gravidanza utilizzando i propri gameti, la fecondazione eterologa può rappresentare una possibile strada verso la genitorialità attraverso ovociti e/o spermatozoi provenienti da donatori.

Fecondazione eterologa percentuali di successo: da cosa dipendono

Non esiste una percentuale di successo valida per tutte le coppie. Il risultato di un percorso di procreazione medicalmente assistita dipende dall’interazione di diversi fattori clinici e biologici.

Tra gli elementi più importanti rientrano:

  • qualità degli ovociti utilizzati;
  • qualità del liquido seminale;
  • sviluppo e qualità degli embrioni;
  • condizioni dell’utero;
  • recettività endometriale;
  • eventuali precedenti fallimenti di PMA;
  • storia clinica della paziente e della coppia.

Per questo motivo le percentuali generali devono essere considerate valori indicativi e non una previsione certa del risultato individuale.

Quando può essere indicata la fecondazione eterologa

Il ricorso alla fecondazione eterologa può essere valutato quando non è possibile ottenere una gravidanza utilizzando i gameti della coppia oppure quando precedenti trattamenti non hanno dato il risultato desiderato.

Tra le situazioni che possono portare a considerare un percorso con ovodonazione rientrano:

  • fattori genetici;
  • ipogonadismo ipogonadotropo;
  • età riproduttiva avanzata;
  • menopausa precoce;
  • poliabortività;
  • ripetuti fallimenti di procreazione assistita omologa.

Sul versante maschile, la donazione di seme può essere presa in considerazione in presenza di azoospermia o di alterazioni molto importanti del numero, della motilità o della morfologia degli spermatozoi, soprattutto dopo precedenti fallimenti di fecondazione omologa.

Fecondazione eterologa: percentuali di successo con ovodonazione

Nell’ovodonazione vengono utilizzati ovociti provenienti da giovani donatrici selezionate secondo i criteri previsti.

Fecondazione eterologa con ovodonazione e donazione di gameti


Fecondazione eterologa con ovodonazione.

Fonte: Science on the Net

Questo elemento riduce l’impatto che l’età ovarica della ricevente avrebbe normalmente sulle probabilità di successo di un trattamento effettuato con ovociti propri.

Nell’esperienza riportata dal Centro Clinico San Carlo e nella letteratura scientifica di riferimento, le percentuali di successo di una fecondazione eterologa con ovodonazione possono collocarsi indicativamente tra il 37% e il 70%, considerando l’intero pool di ovociti riservato alla coppia ricevente.

Il risultato concreto dipende tuttavia anche dalle condizioni dell’utero, dalla qualità del liquido seminale, dallo sviluppo embrionale e dalla recettività endometriale.

Percentuali di successo con donazione di seme

Nella fecondazione eterologa con ovociti della paziente e spermatozoi provenienti da donatore, la qualità ovocitaria continua ad avere un ruolo importante.

Si riporta una percentuale media di successo del 50-55%.

Anche in questo caso il dato non deve essere interpretato come una garanzia, perché il risultato dipende dall’età e dalla qualità degli ovociti della donna, dalle condizioni uterine e dallo sviluppo embrionale.

Percentuali di successo della fecondazione eterologa al Centro Clinico San Carlo

Il Centro Clinico San Carlo di Torino è stato tra i primi centri italiani a recepire, nel 2014, la sentenza della Corte Costituzionale che ha reso nuovamente possibile il ricorso alla fecondazione eterologa in Italia. Da allora il Centro ha maturato una significativa esperienza nei percorsi di ovodonazione e donazione di seme.

Le percentuali di successo della fecondazione eterologa ottenute dal Centro Clinico San Carlo sono particolarmente favorevoli, anche grazie a un approccio che non considera soltanto la qualità dei gameti e degli embrioni, ma dedica particolare attenzione alle condizioni dell’utero e alla recettività dell’endometrio.

Ogni percorso viene infatti personalizzato in base alla situazione clinica della paziente e della coppia, con l’obiettivo di individuare le condizioni più favorevoli per il transfer e l’impianto embrionale.

Perché l’età conta diversamente nell’ovodonazione

Nella FIV con ovociti propri, l’età femminile rappresenta uno dei principali fattori che influenzano le probabilità di successo.

Nell’ovodonazione questo effetto si riduce perché gli ovociti provengono da donatrici giovani. L’attenzione clinica si sposta quindi maggiormente sulle condizioni della ricevente e, in particolare, sull’utero e sull’endometrio.

Recettività endometriale e successo dell’ovodonazione

Perché una gravidanza possa iniziare, l’embrione deve trovare un endometrio adeguatamente preparato e recettivo.

Eventuali alterazioni dello spessore o delle caratteristiche endometriali possono influenzare negativamente l’impianto, anche quando vengono utilizzati ovociti provenienti da una giovane donatrice.

Per questo motivo la preparazione dell’endometrio costituisce una parte importante del percorso di ovodonazione.

Il Centro Clinico San Carlo ha dedicato negli anni particolare attenzione alla rigenerazione endometriale e a metodiche come l’attivazione endometriale con fattori di crescita derivati dalle piastrine e lo scratching endometriale con grande soddisfazione.

Qualità embrionale e probabilità di impianto

La qualità degli embrioni ottenuti rappresenta un altro elemento importante del trattamento.

Durante lo sviluppo in laboratorio, gli embrioni possono raggiungere lo stadio di blastocisti. Gli embriologi ne osservano le caratteristiche morfologiche e valutano quali embrioni presentino il miglior potenziale evolutivo.

Ciò non vuol dire però che embrioni o blastocisti di qualità biologica inferiore non abbiano ugualmente probabilità di impianto.

Nella lunghissima esperienza del Centro Clinico San Carlo di Torino si è visto chiaramente che danno gravidanza non solo embrioni e blastocisti di I grado.

Il rapporto tra qualità embrionale e risultato del trattamento viene approfondito negli articoli dedicati al grading delle blastocisti e alle percentuali di impianto della blastocisti.

Il transfer embrionale nella fecondazione eterologa

Dopo la fecondazione e lo sviluppo embrionale, l’embrione viene trasferito nell’utero della ricevente.

Il transfer embrionale è una procedura breve e generalmente indolore, ma rappresenta una fase particolarmente delicata del trattamento.

Il momento del transfer viene programmato considerando lo sviluppo dell’embrione e le condizioni dell’endometrio.

A tal proposito, bisogna precisare che non è un dogma il trasferimento allo stadio di blastocisti, perché anche embrioni in 2°, 3° o 4° giornata sono in grado di dare gravidanze evolutive (e abbiamo moltissimi casi di questo genere).

Successo al primo tentativo e probabilità cumulative

Quando si valutano le percentuali di successo della fecondazione eterologa è importante distinguere tra il risultato ottenuto dopo un singolo transfer e la probabilità cumulativa derivante dall’utilizzo di tutto il pool ovocitario disponibile.

Una coppia può infatti disporre di ulteriori ovociti e/o embrioni crioconservati da utilizzare in transfer successivi senza dover ripetere tutte le fasi iniziali del trattamento.

Per questa ragione il tasso cumulativo può fornire una rappresentazione più completa delle probabilità complessive del percorso rispetto alla percentuale riferita a un singolo transfer.

Fecondazione eterologa percentuali di successo: perché i dati vanno personalizzati

Le percentuali di successo della fecondazione eterologa aiutano a comprendere le possibilità offerte dal trattamento, ma non possono essere applicate automaticamente a ogni coppia.

Due pazienti che affrontano lo stesso tipo di percorso possono avere probabilità differenti in base alle condizioni uterine, alla qualità embrionale, ai parametri seminali, alla storia clinica e agli eventuali trattamenti precedenti.

La valutazione specialistica rimane quindi fondamentale per stimare le probabilità realistiche nel singolo caso.

Domande frequenti sulle percentuali di successo della fecondazione eterologa

Quali sono le percentuali di successo della fecondazione eterologa?

Le percentuali variano in base al tipo di trattamento e alle caratteristiche cliniche della coppia. Nell’ovodonazione possono risultare più elevate rispetto alla fecondazione con ovociti propri grazie alla giovane età delle donatrici.

L’ovodonazione ha percentuali di successo più alte?

In molti casi sì, soprattutto quando la ridotta qualità ovocitaria legata all’età rappresenta il principale fattore di infertilità. Il risultato dipende però anche dall’endometrio, dal liquido seminale e dalla qualità embrionale.

L’età della ricevente influenza il successo dell’ovodonazione?

L’età della ricevente ha un impatto diverso rispetto alla FIV con ovociti propri, perché gli ovociti provengono da una giovane donatrice. Rimangono comunque importanti le condizioni generali della donna e la salute dell’utero e dell’endometrio.

La fecondazione eterologa garantisce la gravidanza?

No. Nessuna tecnica di procreazione medicalmente assistita, né omologa né eterologa, può garantire una gravidanza. Le percentuali esprimono probabilità statistiche e devono essere interpretate in relazione al singolo caso.

La qualità dell’endometrio influenza il risultato?

Sì. La recettività endometriale è uno dei fattori che possono influenzare l’impianto dell’embrione e quindi l’esito del trattamento.

È più utile considerare il successo del primo tentativo o quello cumulativo?

Entrambi i dati sono utili, ma il successo cumulativo può rappresentare meglio le probabilità complessive.

Vuoi capire quali possono essere le reali probabilità di successo della fecondazione eterologa nel tuo caso?

Le probabilità dipendono dal tipo di trattamento, dalla qualità embrionale, dalle condizioni dell’endometrio e dalla situazione clinica individuale. Una valutazione specialistica può aiutarti a individuare il percorso più adatto.

Contattaci per ricevere una valutazione personalizzata.