La Fecondazione Eterologa con Ovodonazione è una tecnica di procreazione medicalmente assistita (PMA) che consiste nel ricorso a ovociti provenienti da una donatrice esterna alla coppia.

Il Centro Clinico San Carlo di Torino è stato uno dei primi centri in Italia a recepire l’abrogazione della legge 40 e ad attivarsi in tempi rapidi per consentire alle coppie di accedere ad un percorso di fecondazione assistita eterologa, in ottemperanza a quanto stabilito dalle linee guida regionali in materia.

Da un punto di vista psicologico, la scelta di ricorrere alla fecondazione eterologa con ovodonazione, talvolta non è semplice: la donna che valuta un percorso di ovodonazione spesso si sofferma a riflettere su quanto l’ovocita donato possa essere percepito come “estraneo” e, di conseguenza, su come il nascituro generato possa in qualche modo somigliarle.

Recenti studi di epigenetica e la nostra esperienza diretta danno prova del fatto che il legame che si stabilisce tra la mamma gestante ed il nascituro è in grado di modulare il patrimonio genetico del feto: ciò si traduce nella nascita di bambini con caratteristiche molto simili alle mamme che li hanno partoriti, pur essendo stati generati da ovociti donati.

 

MODULAZIONE DEL PATRIMONIO GENETICO DEL NASCITURO NEL GREMBO MATERNO

Le donne che ricevono una ovodonazione non sono solo un contenitore, ma partecipano attivamente al patrimonio genetico del nascituro trasmettendogli una parte importante di sé.

È scientificamente noto che l’espressione dei geni è influenzata dall’ambiente esterno: esiste infatti un controllo epigenetico che può modificare la lettura di un gene senza modificare il DNA. Ed è esattamente questo che avviene durante la gestazione, anche nelle gravidanze ottenute da ovodonazione: la mamma gestante, con il suo patrimonio genetico, lo stile di vita, lo stato emotivo e l’alimentazione, è in grado di influenzare l’espressione genica dell’embrione sin dalle prime fasi dell’impianto.

Impianto embrionario
Impianto embrionario

Durante le fasi precoci della gravidanza avvengono infatti trasformazioni rilevanti a livello endometriale: il fluido endometriale secerne piccole molecole, i microRNA, che, assorbite dall’embrione, sono in grado di riprogrammarne la trascrizione dei geni. In tale comunicazione primordiale si realizza la capacità della mamma di trasmettere al figlio che porta in grembo una parte delle sue caratteristiche, anche fisiche.

Emerge quindi l’evidenza di un vero e proprio legame biochimico tra mamma e futuro bebè, non sottovalutando la connessione emotiva che si instaura aldilà della modalità di concepimento.


EPIGENETICA E PRP (PLATELET RICH PLASMA) NELL’OVODONAZIONE

In questo senso, anche nelle gravidanze ottenute da fecondazione eterologa con ovodonazione, è rilevante l’impatto epigenetico sull’embrione: l’espressione dei geni dell’embrione viene modulata e perciò influenzata dai fattori di origine materna secreti dall’endometrio e, maggiormente, dopo trattamento con PRP.

L’epigenetica, la componente biochimica e la sfera emozionale dimostrano che le gestazioni da ovodonazione devono essere, al pari di tutte le altre gravidanze, un’esperienza di maternità da vivere serenamente, senza dubbi e senza riserve.

Le coppie che negli anni hanno seguito percorsi di PMA eterologa con ovodonazione presso il Centro Clinico San Carlo di Torino riuscendo a realizzare il sogno di diventare genitori, sono la prova del legame unico che si instaura con i neonati, meravigliosi bambini naturalmente amati aldilà della genetica.