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Matching donatrice ovodonazione: quando un percorso di ovodonazione prevede l’utilizzo degli ovociti di una donatrice, una delle domande più frequenti riguarda il modo in cui viene individuata la persona più adatta alla ricevente.
Il cosiddetto matching della donatrice è il processo attraverso il quale la banca di gameti valuta le caratteristiche della donatrice per individuare un abbinamento appropriato con la ricevente. Non si tratta della scelta di una persona da un catalogo, ma di una procedura gestita secondo criteri clinici e organizzativi definiti.

Il matching della donatrice viene inserito in un percorso di ovodonazione personalizzato sulla situazione clinica della paziente e della coppia.
Matching donatrice ovodonazione: cosa significa?
Il termine inglese matching significa letteralmente “abbinamento”. Nell’ambito della fecondazione eterologa indica il processo utilizzato per associare una donatrice di ovociti ad una paziente ricevente.
L’obiettivo non è trovare una persona identica alla ricevente, ma individuare una donatrice idonea dal punto di vista fenotipico e con un gruppo sanguigno uguale o compatibile con quello della ricevente.
Il matching rappresenta quindi soltanto una delle fasi del percorso di ovodonazione. Prima ancora dell’abbinamento, infatti, la donatrice deve soddisfare i requisiti previsti dalla normativa vigente per la donazione e superare le valutazioni cliniche necessarie.
Chi può diventare donatrice di ovociti?
In Italia la donazione di cellule riproduttive è volontaria, gratuita ed anonima. Per la donazione di ovociti sono previsti specifici requisiti anagrafici, clinici, genetici e psicologici.
Il personale sanitario sottopone le potenziali donatrici ad una valutazione anamnestica e agli accertamenti clinici previsti per verificarne l’idoneità alla donazione.
Il centro completa la selezione sanitaria della donatrice prima del matching con la ricevente: idoneità alla donazione e abbinamento sono quindi due passaggi differenti.
Quali caratteristiche vengono considerate nel matching della donatrice?
Nel processo di matching possono essere prese in considerazione alcune caratteristiche fenotipiche e biologiche disponibili della donatrice.
Tra le informazioni che possono far parte della valutazione rientrano, ad esempio:
- origine etnica;
- colore della pelle;
- colore degli occhi;
- colore e caratteristiche dei capelli;
- corporatura;
- gruppo sanguigno e fattore Rh.
Il centro e la banca di gameti valutano questi elementi nell’ambito delle procedure previste.
Il matching non deve però essere interpretato come una selezione estetica della donatrice, perché non lo è. Lo scopo è realizzare un abbinamento appropriato tra donatrici disponibili e donne riceventi.

Nel matching della donatrice possono essere considerate alcune caratteristiche fenotipiche disponibili per individuare un abbinamento appropriato con la ricevente.
La coppia può scegliere la donatrice?
Una delle domande più frequenti riguarda la possibilità per la paziente o per la coppia di scegliere direttamente caratteristiche come colore degli occhi, capelli, altezza o altre caratteristiche della donatrice.
Nel sistema italiano il percorso non funziona come un catalogo nel quale selezionare liberamente una donatrice sulla base delle proprie preferenze.
Il centro raccoglie le caratteristiche della ricevente necessarie per effettuare il matching. La struttura sanitaria individua quindi la donatrice sulla base dei criteri previsti e della disponibilità di gameti compatibili.
Questo principio distingue il matching fenotipico da una scelta soggettiva delle caratteristiche del futuro bambino.
Matching fenotipico: cosa significa?
Il fenotipo comprende le caratteristiche osservabili di una persona, come colore degli occhi, capelli, carnagione e alcuni aspetti della costituzione fisica.
Nel matching della donatrice, il centro può utilizzare queste informazioni per cercare una ragionevole compatibilità con la ricevente.
Ciò non significa tuttavia che il futuro bambino avrà necessariamente le stesse caratteristiche della ricevente o della donatrice. L’aspetto fisico deriva infatti dall’interazione di numerosi fattori genetici e biologici. Anche tra genitori e figli concepiti naturalmente non esiste una corrispondenza prevedibile di ogni singolo carattere.
Matching della donatrice e caratteristiche genetiche
È importante distinguere il matching fenotipico dalla valutazione sanitaria e genetica effettuata nell’ambito della selezione dei donatori.
Il personale sanitario sottopone la donatrice agli accertamenti previsti prima di utilizzare i suoi ovociti.
Il matching non deve quindi essere interpretato come un sistema capace di prevedere tutte le caratteristiche del futuro bambino.
Per le caratteristiche fenotipiche dei nascituri, ricordiamo anche l’impatto dell’epigenetica: la gestazione e poi l’ambiente di crescita sono elementi che determinano significativi cambiamenti anche nell’aspetto.
Il gruppo sanguigno viene considerato nel matching?
Il gruppo sanguigno e il fattore Rh fanno parte delle informazioni disponibili relative alla donatrice ed è uno degli elementi principali che vengono presi in considerazione nell’organizzazione del percorso.
La valutazione deve comunque essere effettuata caso per caso dal team medico, insieme alle altre informazioni cliniche della ricevente e della coppia.
Per la paziente è quindi preferibile non basare la propria idea di “compatibilità” su un singolo elemento, ma affidare al centro la valutazione complessiva dell’abbinamento.
Come avviene concretamente il matching della donatrice?
Il percorso generalmente comprende alcuni passaggi principali.
- Raccolta delle caratteristiche della ricevente. Il centro raccoglie le informazioni necessarie per il percorso clinico e per l’abbinamento.
- Verifica delle donatrici disponibili. La banca di gameti valuta le donatrici idonee presenti nel proprio circuito.
- Individuazione di un abbinamento appropriato. La banca confronta le caratteristiche disponibili secondo i criteri previsti.
- Controllo della documentazione sanitaria. Il centro verifica l’idoneità del materiale biologico e la documentazione relativa alla donatrice.
- Programmazione del trattamento. Completato il matching, il centro programma il percorso della ricevente e l’utilizzo degli ovociti.
Da dove provengono gli ovociti utilizzati nell’ovodonazione?
Gli ovociti utilizzati nei trattamenti di fecondazione eterologa possono provenire da donazioni gestite direttamente da strutture autorizzate oppure essere acquisiti attraverso banche di gameti che operano secondo i requisiti previsti dalla normativa vigente.
Nel sistema italiano una parte significativa dei gameti utilizzati nei trattamenti di fecondazione eterologa proviene anche da banche situate in altri Paesi europei.
Questo non significa che la paziente debba recarsi all’estero, perché la banca trasferisce gli ovociti al Centro italiano ricevente secondo procedure specifiche e il Centro PMA esegue regolarmente il trattamento in Italia.
Questo aspetto è approfondito nel sottocluster dedicato alla fecondazione eterologa in Italia o all’estero.
Il matching influisce sulle percentuali di successo?
Il matching fenotipico non ha nulla a che vedere con le probabilità di successo della metodica.
Il matching non deve essere confuso con i fattori che determinano direttamente le probabilità di impianto e gravidanza.
Il risultato di un percorso di ovodonazione dipende da numerosi elementi, tra cui qualità del liquido seminale, sviluppo embrionale, caratteristiche dell’utero, preparazione e recettività dell’endometrio.
Per questo motivo due donatrici con caratteristiche simili possono non produrre necessariamente gli stessi risultati clinici.
Per approfondire questo aspetto puoi consultare la pagina dedicata alle percentuali di successo della fecondazione eterologa.
Dagli ovociti della donatrice allo sviluppo dell’embrione
Una volta disponibili gli ovociti, il percorso prosegue attraverso le tecniche di fecondazione in vitro.
Gli embriologi fecondano gli ovociti utilizzando gli spermatozoi del partner oppure, quando previsto dal percorso clinico, gameti maschili donati.

La blastocisti rappresenta lo stadio più avanzato dello sviluppo embrionale e può essere trasferita o crioconservata per successivi tentativi.
Gli embriologi osservano quindi lo sviluppo in laboratorio degli embrioni ottenuti. Alcuni possono raggiungere lo stadio di blastocisti, generalmente utilizzato per valutare ulteriormente lo sviluppo embrionale e programmare il transfer.
La qualità della blastocisti dopo ovodonazione
Il fatto che un ovocita provenga da una giovane donatrice non significa che ogni embrione ottenuto avrà automaticamente lo stesso potenziale. Anche nel percorso di ovodonazione gli embrioni possono svilupparsi in maniera differente.
Quando raggiungono lo stadio di blastocisti, gli embriologi possono valutarne le caratteristiche morfologiche attraverso parametri specifici.
Questo processo è approfondito nella guida al grading della blastocisti.
Dal matching della donatrice al transfer embrionale
Il matching rappresenta quindi soltanto l’inizio di una sequenza più articolata.
Dopo l’individuazione della donatrice e l’utilizzo degli ovociti, il percorso prosegue con lo sviluppo embrionale e con la preparazione dell’endometrio.
Durante il transfer embrionale, il medico posiziona l’embrione nella cavità uterina mediante un sottile catetere, generalmente sotto guida ecografica.
La qualità del percorso deriva quindi dall’insieme di tutte le fasi e non solamente dalla scelta della donatrice.
Se vengono ottenuti più embrioni cosa succede?
Quando il trattamento produce più embrioni idonei, il centro può programmare il transfer di un embrione e crioconservare quelli sovrannumerari.
Il centro potrà eventualmente utilizzare questi embrioni in transfer successivi senza dover ripetere l’intero percorso iniziale con nuovi ovociti donati.
Per questo è importante distinguere la probabilità di gravidanza dopo il primo transfer dalle possibilità complessive offerte dagli embrioni disponibili.
La differenza è approfondita nella guida dedicata alla fecondazione eterologa al primo tentativo e al successo cumulativo.
È possibile scegliere una donatrice che assomigli alla ricevente?
Il matching cerca una compatibilità delle caratteristiche considerate nel processo di abbinamento.
Questo può portare all’individuazione di una donatrice con caratteristiche fenotipiche compatibili ed il più possibile affini a quelle della ricevente, tenendo sempre presente che non è possibile prevedere l’aspetto del bambino sulla base delle caratteristiche fenotipiche utilizzate nel matching.
Quanto tempo richiede il matching della donatrice?
Non esiste un tempo identico per tutte le pazienti.
La durata può dipendere dalla disponibilità di donatrici o di ovociti compatibili, dalle caratteristiche della ricevente, dall’organizzazione della banca di gameti e dalle procedure necessarie per rendere disponibile il materiale biologico.

Il successo di un percorso di ovodonazione dipende dall’insieme delle diverse fasi, dal matching della donatrice allo sviluppo embrionale e al transfer.
Matching della donatrice al Centro Clinico San Carlo di Torino
Nel percorso di ovodonazione del Centro Clinico San Carlo di Torino, l’individuazione degli ovociti da utilizzare viene integrata all’interno di una valutazione più ampia della situazione clinica della paziente e della coppia.
Il matching della donatrice rappresenta infatti una delle fasi iniziali del trattamento, alla quale seguono la fecondazione degli ovociti, lo sviluppo degli embrioni, la preparazione dell’endometrio e il transfer embrionale.
L’obiettivo è costruire un percorso personalizzato, tenendo conto non soltanto della disponibilità dei gameti, ma anche delle condizioni cliniche che possono influire sulle probabilità di impianto e gravidanza.
Matching donatrice ovodonazione: cosa è importante sapere
Quando si affronta un percorso di fecondazione eterologa con ovodonazione e si sente parlare di matching donatrice-ricevente, è utile ricordare che l’abbinamento non consiste nella scelta libera di una persona sulla base delle sue caratteristiche fisiche.
La priorità è innanzitutto la compatibilità del gruppo sanguigno, successivamente si prendono in esame le caratteristiche fenotipiche sopra elencata per individuare un abbinamento appropriato con la ricevente secondo le procedure previste.
Domande frequenti sul matching della donatrice
Cos’è il matching della donatrice nell’ovodonazione?
È il processo attraverso il quale il la banca di gameti individua una donatrice idonea e valuta le caratteristiche disponibili per realizzare un abbinamento appropriato con la ricevente.
Posso scegliere personalmente la donatrice?
No. Il percorso non prevede la libera scelta di una donatrice da parte della paziente. La struttura sanitaria gestisce l’abbinamento secondo i criteri previsti. La donazione è anonima.
Nel matching vengono considerati colore degli occhi e capelli?
Si. Tra le caratteristiche fenotipiche prese in considerazione durante il processo di abbinamento ci sono colore degli occhi, capelli, pelle, origine etnica e corporatura.
Il bambino assomiglierà alla madre ricevente?
Non è possibile prevedere l’aspetto del futuro bambino sulla base delle caratteristiche della donatrice, ma va tenuto in considerazione l’impatto che la gestazione ha sull’espressione di determinati geni del nascituro, quindi sicuramente la madre trasmette al feto che porta in grembo una parte di sé.
Il gruppo sanguigno della donatrice viene valutato?
Si. Il gruppo sanguigno e il fattore Rh fanno parte delle informazioni relative alla donatrice e che vengono prese in considerazione all’interno della valutazione complessiva.
Il matching aumenta le probabilità di gravidanza?
Il matching fenotipico non determina direttamente la probabilità di impianto. Il successo dipende da numerosi fattori clinici e biologici, tra cui qualità degli embrioni, caratteristiche dell’endometrio e condizioni individuali della paziente.
Quanto tempo occorre per trovare una donatrice compatibile?
I tempi possono variare in funzione della disponibilità di ovociti e delle caratteristiche considerate per l’abbinamento. Una stima specifica può essere fornita soltanto dopo la valutazione del singolo caso.
Vuoi sapere come viene individuata la donatrice nel tuo percorso di ovodonazione?
Il matching è soltanto una delle fasi della fecondazione eterologa. Ogni percorso deve essere valutato considerando situazione clinica, sviluppo embrionale e condizioni dell’endometrio.
Contattaci per ricevere informazioni e una valutazione specialistica personalizzata presso il Centro Clinico San Carlo di Torino.