La fecondazione assistita è una metodica a cui ricorre un numero sempre crescente di coppie per realizzare il sogno di un bimbo in braccio.Le tecniche di cui la medicina della riproduzione si avvale sono diverse, in base al tipo di infertilità di coppia che ci si trova ad affrontare.

Il Centro Clinico San Carlo di Torino offre alle coppie in cerca di prole un ventaglio di metodiche innovative, volte ad incrementare le possibilità di successo della PMA (procreazione medicalmente assistita).

Da un punto di vista tecnico, la fecondazione assistita può essere:

  • di I livello: inseminazione intrauterina (IUI) e inseminazione intratubarica (ITI)
  • di II e III livello: fecondazione in vitro con embryo-transfer (FIVET), iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (ICSI), ICSI con selezione naturale dello spermatozoo mediante acido ialuronico (PICSI) e prelievo testicolare per il recupero di spermatozoi (MESA-PESA-TESA)

 

FECONDAZIONE ASSISTITA: INSEMINAZIONE IUI e ITI

L’inseminazione consiste nel portare a livello uterino o a livello tubarico una frazione di liquido seminale capacitato: il partner maschile raccoglie mediante masturbazione un campione di liquido seminale, che verrà opportunamente trattato in laboratorio e trasferito all’interno della cavità uterina della partner femminile (nel caso della IUI) o all’interno della tuba di falloppio (nel caso della ITI). È una metodica attuabile solo in determinate condizioni: pervietà tubarica per la partner femminile e spermiogramma con buoni parametri di concentrazione e motilità per il partner maschile.

Tale tecnica, in particolare la ITI, mima a tutti gli effetti ciò che avviene in una fecondazione naturale: gli spermatozoi risalgono infatti l’apparato genitale femminile fino a raggiungere le tube, dove avverrà la fecondazione mediante fusione con un ovocita maturo liberato a seguito di scoppio di un follicolo.

Sviluppo embrionario dopo fecondazione con inseminazione intratubarica

L’inseminazione può essere effettuata su ciclo spontaneo, e cioè seguendo la naturale crescita di un follicolo dominante a livello ovarico, oppure dopo stimolazione delle ovaie per indurre la maturazione di più follicoli antrali.

Sia i cicli spontanei che quelli stimolati possono essere supportati da una fitoterapia specifica, i cui effetti sono benefici per entrambi i partners: nella nostra esperienza, è rilevante ad esempio l’utilizzo della Maca polarizzata (LMWP) sia nella donna che nell’uomo.

 

 

FECONDAZIONE ASSISTITA: FIVET-ICSI-PICSI

A differenza della inseminazione, con la fecondazione assistita in FIVET-ICSI-PICSI la fertilizzazione ovocitaria non avviene all’interno del corpo della donna, ma in vitro. È una metodica attuabile in caso di donne con una età riproduttiva ragionevole e con riserva ovarica accettabile e con un partner maschile che abbia uno spermiogramma con presenza di spermatozoi.

La fecondazione in vitro consiste nel prelevare gli ovociti, mediante agoaspirazione ecoguidata dei follicoli ovarici, che verranno poi inseminati in vitro con il liquido seminale capacitato. Il liquido seminale viene raccolto mediante masturbazione. In presenza di seminali azoospermici, si può tentare di ricorrere al recupero di spermatozoi in modi diversi: l’assenza di spermatozoi nell’eiaculato non esclude infatti la possibilità che invece ce ne siano a livello del testicolo o dell’epididimo o, come avviene nei casi di eiaculazione retrograda, che siano rintracciabili spermatozoi all’interno delle urine.

Nel primo caso è necessario il recupero chirurgico degli spermatozoi: PESA (aspirazione percutanea degli spermatozoi da testicoli ed epididimi) e TESA (prelievo bioptico di spermatozoi dal testicolo) sono due delle tecniche applicabili, oltre alla microtese più impegnativa.

Nel secondo caso è invece sufficiente un particolare trattamento delle urine per la ricerca di spermatozoi in esse contenuti.

Le tecniche di fecondazione in vitro sono essenzialmente due:

  • FIVET: all’interno di una provetta ovocita e spermatozoi vengono posti a contatto e si attende che la fecondazione avvenga, esattamente come succede in natura a livello tubarico.
  • ICSI-PICSI: gli ovociti, precedentemente decoronizzati, vengono iniettati ciascuno con uno spermatozoo selezionato (come ricorda il nome stesso della metodica: iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo). La selezione degli spermatozoi migliori può essere effettuata in modo tradizionale (ICSI) o mediante selezione fisiologica con acido ialuronico (PICSI).

 

 

Così come specificato per l’inseminazione, anche le procedure di FIVET-ICSI-PICSI possono essere effettuate su ciclo spontaneo, quindi senza nessuna terapia di stimolazione ovarica, e questo comporterà eventualmente la maturazione di un unico follicolo dominante e dunque il recupero di un solo ovocita, come avviene in natura.

Nel caso invece di programmi di fecondazione assistita in vitro con stimolazione ovarica, la combinazione di medicina tradizionale (gonadotropine) e medicina naturale (fitoterapia), consente di arrivare al pick-up ovocitario con un numero di follicoli maggiore: il recupero di più ovociti maturi aumenta la possibilità di ottenere una gravidanza e, in molti casi, permette di crioconservare gli ovociti sovrannumerari per eventuali altri cicli di fecondazione assistita.

Dopo la fertilizzazione degli ovociti, che sia essa in FIVET o in ICSI, si ottengono degli embrioni, che verranno trasferiti (massimo 2) in utero mediante catetere sottile.Anche per gli embrioni sovrannumerari, oltre che per gli ovociti, sarà possibile procedere a crioconservazione mediante vitrificazione.

Il Centro Clinico San Carlo ha ottenuto negli anni ottimi risultati in termini di gravidanze e di bimbi nati, specialmente grazie all’introduzione di metodiche innovative, quali la medicina informazionale e la medicina rigenerativa.

 

Il prof. Menaldo ha infatti portato in sedi congressuali internazionali i risultati scaturiti dall’utilizzo dell’energia biofotonica preimpianto: il liquido seminale, estraneo al corpo femminile, può in taluni casi essere “rifiutato” dall’organismo della donna e questo può comportare un fallimento della fecondazione o il susseguirsi di aborti nelle prime settimane di gravidanza. A tal proposito entra in gioco la medicina informazionale, consistente nel misurare e registrare l’energia biofotonica presente all’interno del liquido seminale, per poi trasferirne l’informazione alla donna, in modo che gli spermatozoi vengano riconosciuti come “self” e non rigettati.

 

Sul fronte della medicina rigenerativa, si segnalano i notevoli risultati ottenuti dal Centro Clinico San Carlo di Torino con le terapie innovative in casi di deficit endometriali. Ricordiamo che per il buon esito di un percorso di fecondazione assistita, di qualsiasi tipo essa sia, è fondamentale che l’embrione trovi un endometrio adeguato all’impianto. Un endometrio sottile, irregolare, disomogeneo, iperplasico non sarà infatti terreno fertile e non consentirà l’attecchimento dell’embrione.

Si inseriscono in questo panorama di successi notevolmente incrementati le seguenti metodiche:

scratching dell’endometrio: l’endometrio, sottoposto a scratching (letteralmente “graffio”), diventa sede di una catena di meccanismi propri della risposta infiammatoria (es. produzione di citochine e fattori di crescita) e della rigenerazione tissutale. Questo procedimento rende l’endometrio più favorevole all’attecchimento dell’embrione. È una tecnica ambulatoriale, sicura, indolore, che si effettua tra il 7° ed il 10° giorno del ciclo.

ricerca dei linfociti NK (natural killer): dopo scratching endometriale, il piccolo prelievo bioptico di endometrio effettuato mediante microcatetere viene sottoposto ad una doppia indagine, citoistologica ed immunologica, con la ricerca dei linfociti NK. Si tratta di linfociti che, laddove presenti, potrebbero impedire l’attecchimento dell’embrione. Si rende necessaria, in questo caso, una terapia specifica volta a neutralizzare la presenza di tali linfociti natural killer, per preparare l’endometrio ad accogliere l’embrione.

PRP (platelet rich plasma): metodica di nuova applicazione nel settore dell’infertilità, che consiste nell’infusione a livello dell’endometrio (ma anche a livello ovarico, oltre che in corrispondenza dei punti di agopuntura di riattivazione ovarica) di un concentrato piastrinico ottenuto da sangue autologo (appartenente cioè alla paziente stessa). Il razionale che sta alla base di questa tecnica è la capacità delle piastrine attivate di liberare sostanze, tra cui citochine, proteine e fattori di crescita, in grado di indurre una vera a propria rigenerazione tissutale. L’endometrio, sottoposto a trattamento con PRP, subisce una catena di reazioni tissutali che ne incrementano lo spessore e la qualità biologica, rendendolo idoneo all’attecchimento embrionario.

 

 

BIBLIOGRAFIA

  • Menaldo, Giovannelli, Lopez “Use of PRP (platelet rich plasma) with platelet degranulation in treatment of infertility”, COGI Vienna, 2017
  • Menaldo, Serrano, Lopez, “Improving pregnancy rates by means of Polarized Maca based phytotherapy and Intratubal Insemination”, COGI Paris 2001
  • Menaldo, Serrano, Benvenuto, Lopez, “Sperm selection with Hyaluronic Acid and Phytotherapy tratment based on Polarized Maca”, COGI Berlin 2010
  • Menaldo, Serrano, Benvenuto, Lopez, “Biophotonic energy in an intratubal insemination program”, COGI Lisbon 2012
  • Mortellaro Torino Medica 2017;
  • Int J Clin Exp Med 2015;
  • Nazari et al. Int J Reprod Biomed 2016;
  • Zadehmodarres JBRA Assist. Reprod 2017;
  • Y Chang et al Int J Clin Exp Med 2015;
  • Pantos et al. ESHRE 2016;
  • Marini et al , Reproductive Biology and Endocrinology 2016