NUOVA METODICA DI RINGIOVANIMENTO OVARICO MEDIANTE PRP (PLATELET RICH PLASMA) PRESSO IL CENTRO CLINICO SAN CARLO DI TORINO DI GINECOLOGIA E FECONDAZIONE ASSISTITA

Il PRP (Platelet Rich Plasma – Plasma Ricco di Piastrine) è da anni impiegato in vari settori della medicina, quali ortopedia, oculistica, chirurgia vascolare, chirurgia plastica, chirurgia maxillo-facciale, odontostomatologia (C. Mortellaro Torino Medica 2017); più recente e limitato è l’utilizzo del PRP in ginecologia ed in particolare nel trattamento dell’infertilità.

Abbiamo presentato questa metodica per la prima volta nel 2016 nel corso di un convegno a Torino presso il centro di Bioteconologie dell’Università (Medicina della Riproduzione Integrata. La cura dell’infertilità in ottica PNEI – Torino 16/9/16).

Si tratta di una metodica innovativa nell’ambito della PMA per via della sua capacità di produrre effetti rigenerativi dei tessuti trattati. Per questo il suo impiego assume una duplice finalità: ringiovanimento ovarico (ovarian rejuvenation) e miglioramento dell’endometrio al fine di ottimizzare il dialogo tra l’ovocita fertilizzato e la cavità uterina.

Il PRP è biocompatibile e sicuro, poiché di derivazione ematica autologa, e non presenta, in base alle conoscenze attuali, alcun rischio di reazioni avverse (rigetto, allergie, incompatibilità).

Il trattamento con PRP prevede 3 fasi:

  • prelievo di una piccola quota di sangue periferico della paziente da trattare (come in un normale prelievo)
  • doppia centrifugazione del sangue autologo ed ottenimento di un concentrato piastrinico
  • degranulazione delle piastrine presso il nostro laboratorio lavorando il campione di sangue prelevato (attivazione degli alpha granuli)
  • infusione del PRP a livello ovarico per favorire il ringiovanimento ovarico con riattivazione delle follicologenesi e a livello endometriale per favorire lo sviluppo di un endometrio di buona qualità biologica e di adeguato spessore per ottimizzare l’impianto dell’embrione.

 

Prelievo e centrifugazione del sangue della paziente

Prelievo e centrifugazione del sangue della paziente

Le piastrine contenute all’interno del PRP sono portatrici di numerose sostanze (citochine, fattori di crescita ecc.) che vengono rilasciati dopo l’attivazione del concentrato piastrinico promuovendo la riparazione tissutale e la neogenesi di vasi sanguigni e modulando i processi infiammatori.

L’infusione del concentrato piastrinico, con le sue capacità di rigenerazione tissutale, in ovaie con scarsa riserva ovarica può quindi consentire di riattivare la follicologenesi, favorire la vascolarizzazione ed ottenere dunque un ringiovanimento ovarico, come illustrato in un recente Convegno internazionale a Vienna a Dicembre 2017 con un nostro lavoro scientifico “Use of PRP (platelet rich plasma) with platelet degranulation in treatment of infertility”

Presso il Centro Clinico San Carlo di Torino viene proposto il trattamento innovativo con PRP per favorire il ringiovanimento ovarico a pazienti con ripetuti fallimenti FIV, derivanti sia dalla scarsa riserva ovarica che dell’insufficienza di spessore e scarsa qualità recettoriale dell’endometrio, inoltre per tutte le pazienti con deficit ovarico prematuro (POF)

Il trattamento con PRP è ambulatoriale e viene effettuato attorno al 6-10° giorno del ciclo; ci sono due metodiche a disposizione a seconda della tipologia ovarica.

Piastrine prima e dopo il trattamento (piastrine degranulate)

Piastrine prima e dopo il trattamento (piastrine degranulate)

Nell’ambito della PMA questa capacità del PRP di favorire un ringiovanimento ovarico si traduce in una migliore risposta alla stimolazione ovarica, in una migliore qualità degli ovociti recuperati e dunque in un miglioramento della recettività dell’endometrio grazie alla produzione di citochine e fattori di crescita quali: TGF-b1, TGF-b2, PDGF-AA, PDGF-BB, PDGF-AB, IGF-I, EGF, VEGF, FGF , HGF e PGE2.

Anche nella sperimentazione animale la riuscita della metodica PRP è stata del 70% dei casi trattati (Marini et al , Reproductive Biology and Endocrinology 2016).

Il successo della metodica viene monitorato mediante ecografie transvaginali per la verifica della presenza di follicolo dominante e mediante il dosaggio di FSH ed estradiolo nei cicli successivi il trattamento.

Bibliografia

  • Menaldo et al. COGI Vienna, 2017;
  • C. Mortellaro Torino Medica 2017;
  • Int J Clin Exp Med 2015;
  • L. Nazari et al. Int J Reprod Biomed 2016;
  • S. Zadehmodarres JBRA Assist. Reprod 2017;
  • Y Chang et al Int J Clin Exp Med 2015;
  • K. Pantos et al. ESHRE 2016;
  • Marini et al , Reproductive Biology and Endocrinology 2016.