PLATELET RICH PLASMA (PRP): I RISULTATI DEL CENTRO CLINICO SAN CARLO CON I TRATTAMENTI INNOVATIVI DI RINGIOVANIMENTO OVARICO E RIGENERAZIONE ENDOMETRIO

Il trattamento con Platelet Rich Plasma (PRP) è da anni conosciuto per i suoi effetti rigenerativi nei confronti dei tessuti trattati: non è infatti nuovo l’utilizzo del concentrato piastrinico in medicina, con grandi successi in ambito ortopedico, oculistico, vascolare, odontostomatologico, dermatologico. È invece recente l’applicazione delle proprietà del PRP nel settore ginecologico.

Il Centro Clinico San Carlo, già nel 2016 in sede di convegno presso il centro di Biotecnologie dell’Università di Torino, ha presentato la metodica innovativa del PRP nell’ambito della procreazione medicalmente assistita e, successivamente, in occasione del Congresso Internazionale COGI di Vienna nel 2017, il Direttore, Prof. Dott. Giovanni Menaldo, ha presentato i soddisfacenti risultati dell’applicazione del PRP.

Il PRP è una tecnica molto promettente nel campo delle terapie per l’infertilità, non solo per il suo impiego a livello endometriale, ma anche a livello ovarico: le proprietà rigenerative e proliferative del PRP si sono rilevate di grande utilità in casi di donne con ripetuti fallimenti FIV, sia per motivi di ridotta riserva ovarica, che per ragioni legate ad una scarsa recettività dell’endometrio all’impianto embrionario.

PRP E RINGIOVANIMENTO OVARICO

Il ringiovanimento ovarico (“ovarian rejuvenation”) consiste nel promuovere la formazione di nuovi follicoli a livello ovarico mediante infusione diretta sulle ovaie e sui punti di agopuntura di riattivazione ovarica, di un concentrato ottenuto da degranulazione delle piastrine derivate da centrifugazione di un campione di sangue prelevato dalla paziente stessa.

I casi in cui si può ricorrere a tale tecnica sono:

-donne che presentino una situazione di menopausa precoce

-donne con una bassa riserva ovarica

-donne con una età riproduttiva avanzata

-donne con endometrio sottile o disfunzionale (adenomiosi, PCOS, endometriosi)

Ogni donna nasce con un corredo di cellule riproduttive che matureranno in ovociti nel corso della vita, ma tale riserva ovarica va naturalmente incontro a progressiva diminuzione col passare del tempo e ciò, come avviene in alcuni casi di esaurimento ovarico precoce, comporta gravi problemi di infertilità anche in donne in età potenzialmente fertile.

Il PRP interviene in questi casi, incentivando la riattivazione ovarica e promuovendo quindi l’attivazione di nuovi follicoli e dunque di nuovi ovociti: le piastrine possiedono un citoplasma molto ricco di granuli ed RNA messaggero (mRNA) e, opportunamente trattate, liberano fattori di crescita (PDGF, TGF beta, VEGF, IGF-1, FGF, EGF sono solo alcuni), citochine (IL-10 ad esempio), chemochine ed altre proteine coinvolte nella proliferazione e maturazione cellulare, nella modulazione della risposta infiammatoria, nei processi rigenerativi e nella formazione di nuovi vasi sanguigni.

  • Preparazione del PRP: viene effettuato un prelievo di sangue venoso alla donna che dovrà sottoporsi a trattamento di ringiovanimento ovarico con PRP. Tale campione di sangue autologo viene trattato mediante doppia centrifugazione, il che consente di separare il plasma povero di piastrine dal plasma ricco di piastrine e dai globuli rossi e, mediante specifico procedimento di laboratorio di degranulazione piastrinica, permette l’apertura delle piastrine con relativo rilascio di tutti i fattori di crescita, citochine e proteine.
Cellule del sangue: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine PRP ottenuto dopo centrifugazione

Cellule del sangue: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine PRP ottenuto dopo centrifugazione  

  • Infusione del PRP: il concentrato piastrinico, sotto guida ecografica, viene infuso a livello ovarico mediante un sottilissimo ago introdotto per via transvaginale. L’infusione del PRP viene effettuata inoltre su specifici punti dell’agopuntura deputati alla riattivazione della funzionalità ovarica. Si tratta di una procedura sicura, indolore e che non presenta effetti collaterali né rischi di intolleranza, poiché di derivazione ematica autologa.
  • Effetti terapeutici: il trattamento con PRP può richiedere un periodo di 2/3 mesi per dimostrarsi efficace. Trattandosi di un processo di rigenerazione tissutale, di attivazione dei follicoli primari e forse di stimolazione di cellule staminali contenute all’interno delle ovaie, è evidente che l’effetto non può essere immediato. Si monitorano gli effetti terapeutici della metodica mediante monitoraggio ecografico dell’ovulazione e dosaggio di FSH, LH ed estradiolo: l’osservazione della diminuzione dei livelli di FSH, LH ed estradiolo ci dice che il processo di riattivazione ovarica è in corso. Le ovaie iporesponsive o con una scarsa riserva ovarica, dopo 1 o 2 sedute di PRP riprendono in circa il 70% dei casi la loro funzione.

 

PRP E ENDOMETRIO

Date le caratteristiche sopra descritte del concentrato piastrinico, è evidente che l’effetto rigenerativo del PRP può essere sfruttato anche sull’endometrio.

Uno dei motivi per cui spesso si hanno fallimenti nell’instaurarsi di una gravidanza, che sia essa naturale o dopo percorso di PMA, è la scarsa recettività dell’endometrio all’impianto embrionario: un endometrio che non raggiunge una maturazione, uno spessore ed una qualità biologica ottimali non consente all’embrione di portare a termine l’attecchimento e dunque di avviare la gravidanza.

Il PRP risulta utile in questi casi di insufficienza endometriale poiché, oltre a favorire lo sviluppo di un endometrio di spessore e qualità adeguati all’impianto embrionario, il suo utilizzo è associato ad un aumento dell’attività dei recettori del progesterone.

Tale metodica si applica quindi con successo sia alle donne che presentano un quadro clinico che consenta l’ottenimento di una gravidanza naturale, sia alle donne che intraprendono un percorso di fecondazione assistita omologa o eterologa.

  • Preparazione del PRP: come descritto nella metodica di preparazione del concentrato piastrinico per ringiovanimento ovarico, il PRP si ottiene da un campione ematico autologo sottoposto a centrifugazione e degranulazione per consentire la liberazione di fattori di crescita e citochine.
  • Infusione del PRP: il concentrato di piastrine degranulate viene infuso a livello endometriale sotto guida ecografica mediante l’utilizzo di un catetere sottile per via transvaginale. Si tratta di una procedura sicura, indolore, che non presenta effetti collaterali né rischi di intolleranza, poiché di derivazione ematica autologa.
  • Effetti terapeutici: il trattamento con PRP a livello endometriale ha consentito di ottenere in tutti i gran parte dei casi trattati un endometrio con uno spessore soddisfacente ed adeguato all’impianto embrionario. In sede di PMA, l’applicazione di PRP prima dell’embryo-transfer, si è rivelata molto vantaggiosa ai fini dell’attecchimento dell’embrione e dunque dell’instaurarsi di una gravidanza.

PRP: CONCLUSIONI

Presso il Centro Clinico San Carlo di Torino sono state sottoposte a trattamento con PRP pazienti con ripetuti fallimenti di fecondazione assistita.

Sono state già ottenute numerose gravidanze in casi con fallimenti pregressi FIV e ci sono state anche gravidanze naturali.

Gravidanza attualmente in evoluzione, ottenuta dopo trattamento con PRP

Gravidanza attualmente in evoluzione, ottenuta dopo trattamento con PRP

 

Abbiamo, oltre ad un consistente numero di gravidanze attualmente in corso, anche alcune nascite con splendidi neonati.

neonati

Bibliografia

  • Menaldo et al. COGI Vienna, 2017;
  • C. Mortellaro Torino Medica 2017;
  • Int J Clin Exp Med 2015;
  • L. Nazari et al. Int J Reprod Biomed 2016;
  • S. Zadehmodarres JBRA Assist. Reprod 2017;
  • Y Chang et al Int J Clin Exp Med 2015;
  • K. Pantos et al. ESHRE 2016;
  • Marini et al , Reproductive Biology and Endocrinology 2016.