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MESTRUAZIONI
ADDIO
Uno
studio di un biologo brasiliano sostiene che il ciclo è un processo
fastidioso, inutile e dannoso.Da considerare come una patologia da combattere.Soprattutto
oggi che, con le pillole dell'ultima generazione, il "problema"
può essere bloccato.Una teoria provocatoria che apre un nuovo
dibattito tra gli specialisti e pone forti dubbi.
Lia Damascelli
"A un trattamento ormonale si dovrebbe ricorrere, come per ogni
altro intervento farmacologico, solo quando è veramente necessario
da un punto di vista terapeutico"
I
PRO E I CONTRO
Ma
c'e chi sdrammatizza: " Per avere un quadro realistico della situazione
occorre valutare attentamente tutti i pro e i contro", interviene
Aristi. "Sul piatto della bilancia bisogna mettere anche gli effetti
negativi che il ciclo mensile può avere sulla salute e la qualità
di vita delle donne. Le mestruazioni possono essere accompagnate da
forti dolori addominali (dismenorrea) e mal di testa che compromettono
le attività quotidiane.
Possono determinare perdite abbondanti e innescare uno stato di anemia.
Ma soprattutto, ovulare tutti i mesi può determinare una maggiore
incidenza di tumori dell'ovaio e dell'endometrio, che, al contrario
si riduce in chi prende la pillola". Ancora una volta a sostenere
una tesi opposta sono gli oncologi. "Bisogna chiedersi perché
nei Paesi occidentali la frequenza dei tumori ormono-dipendenti (come
quello al seno, all'utero e all'ovaio) è molto maggiore rispetto
a quelli orientali. Questo fenomeno va messo in relazione con due fatti:
l'adozione di contraccettivi orali, che da noi è molto maggiore
che nell'Est del mondo, e la dieta, che in Europa e in America prevede
un consumo più abbondante di carni, alimenti in cui sono presenti
additivi ormonali", è il parere di Giovanni Menaldo, ginecologo-oncologo,
docente di tecnologie biomediche all'Università di Milano e direttore
dell'Istituto di procreazione assistita San Carlo di Torino.
"Gli ormoni insomma hanno grosse responsabilità nell'innescare
il processo di genesi di molti tumori. A un trattamento ormonale, perciò,
si dovrebbe ricorrere, come per ogni altra terapia farmacologica, solo
quando è veramente necessario dal punto di vista terapeutico.
Nelle donne che presentano particolari squilibri, endometriosi, fibromi
o perdite regolari, può essere indispensabile prescrivere la
pillola. Anche in queste pazienti, comunque, io preferisco adottare
una combinazione di ormoni sintetici e fitormoni di derivazione naturale
in modo da "alleggerire" le dosi e non stravolgere la biologia
della donna".
Molti ginecologi però ribattono sottolineando come la fisiologia
femminile sia cambiata radicalmente già da qualche decennio.
E come responsabile di questo fenomeno non sia stata la pillola, ma
le mutate condizioni di vita. "Oggi l'età media del menarca
e della menopausa si è spostata e il periodo di fertilità
si è complessivamente allungato" dice Arisi. "Il numero
di cicli a cui le donne dei nostri giorni vanno incontro nel corso della
vita, è molto maggiore rispetto a un tempo. Una volta, poi, le
donne facevano più figli, e le gravidanze mettevano di tanto
in tanto a riposo l'ovaio.
La somministrazione continua di ormoni non farebbe altro che ottenere
lo stesso effetto". Ma è proprio così? "Si tratta
di due condizioni completamente diverse", obietta Menaldo. "Durante
la gestazione, si ha un cambiamento del quadro endocrino, non solo una
messa a riposo dell'ovaio. E di fatto la gravidanza è un fattore
protettivo per alcuni tumori mentre la pillola è un fattore di
rischio. Il sesso femminile è regolato in modo finissimo da meccanismi
sofisticati, estremamente sensibili che non possono essere stravolti
senza conseguenze. Bisogna considerare che la pillola non agisce solo
a livello locale sull'apparato riproduttivo, ma influenza l'ipotalamo
e l'ipofisi. La conseguenza di ciò è un'alterazione del
quadro psico-neuro-biologico che può dare luogo a diverse patologie
come la depressione, la fatica cronica, i problemi circolatori e certi
tumori. Ma, allora, considerato tutto ciò, vale davvero la pena
sovvertire la Natura?".
Lia Damascelli
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