Fecondazione in vitro

FECONDAZIONE IN VITRO ED EMBRYO-TRANSFER

Nuova metodologia di fecondazione in vitro con medicina integrata

 

La FIVET è una tecnica di fecondazione assistita che si basa sull’incontro dello spermatozoo con l’ovulo al di fuori della loro sede fisiologica (tratto terminale delle tube) e pertanto è una tecnica di fecondazione in vitro in grado di offrire una soluzione anche alle donne con alterazioni strutturali delle salpingi ed impervietà tubarica bilaterale.

 

Fecondazione in vitro

Fecondazione in vitro

 

Circa la procedura pratica, le fasi di cui si compone questa tecnica di fecondazione in vitro sono le seguenti:

  • Stimolazione dolce delle ovaie in modo da ottenere una crescita multipla dei follicoli. Alla data prestabilita dal piano terapeutico, la donna al suo domicilio inizierà la terapia. In questa prima settimana non sono necessari controlli (eccetto casi particolari). Al 7°/8° giorno del ciclo vengono effettuati un prelievo di sangue per valutare il dosaggio del 17-betaestradiolo ed  una ecografia vaginale per controllare numero e dimensioni dei follicoli ovarici.
    A seconda del procedere della stimolazione si aumenteranno o si ridurranno i dosaggi delle gonadotropine e dei prodotti naturali follicolo-stimolanti al fine di ottenere una corretta maturazione degli ovociti.
    Nel momento in cui si evidenzierà la maturazione ottimale dei follicoli, la stimolazione verrà interrotta e si somministrerà la terapia che porterà all’ovulazione.
controllo maturazione follicolare mediante ecografia transvaginale

controllo maturazione follicolare mediante ecografia transvaginale

 

  • Dopo circa 35/36 ore dall’induzione dell’ovulazione si procederà al recupero degli ovociti. Ciò viene fatto presso il San Carlo di Torino tramite una tecnica ecoguidata in anestesia locale e blanda sedazione: un ago montato su una sonda ecografica viene fatto penetrare attraverso la parete vaginale dei fornici posteriori fino a raggiungere, dopo pochi centimetri di tragitto, gli ovociti contenuti nei rispettivi follicoli, pronti per essere aspirati e trattati in laboratorio per l’inseminazione in vitro. Raramente questo momento del pick-up risulta fastidioso per la donna e la stessa viene dimessa dopo circa 2 ore. Nel frattempo il marito avrà provveduto a fornire il seme al laboratorio che, dopo opportuna preparazione, viene utilizzato per la fecondazione in vitro degli ovociti estratti con il pick-up.
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PICK-UP: puntura dei follicoli ovarici e raccolta del liquido follicolare contenente gli ovociti

 

  • PICK-UP: puntura dei follicoli ovarici e raccolta del liquido follicolare contenente gli ovociti
  • Segue un lasso di tempo di 16-19 ore in cui ovociti e spermatozoi vengono lasciati insieme in provetta. Trascorso tale periodo viene accertato l’esito della fertilizzazione: se la fecondazione in vitro ha avuto successo, l’ovocita fertilizzato presenterà due piccole formazioni rotondeggianti chiamati pronuclei.
    In genere, il 65-75% degli ovociti si fertilizza. Vi sono però dei casi particolari in cui la FIVET non è risolutiva ed è quindi necessario ricorrere ad un’altra tecnica di fecondazione assistita, la ICSI.
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FIVET

 

  • Nelle 48-72 ore dopo il prelievo degli ovociti viene seguita la formazione dei pre-embrioni fino ad uno stadio di 2-4-8 cellule e si procede all’embryo-transfer in utero, oppure si continua la coltura fino allo stadio di blastocisti.
    Nella maggior parte dei casi, il transfer non dà alcun fastidio alla donna, comportando unicamente l’inserimento attraverso la cervice uterina di un catetere contenente i pre-embrioni.
    Talora, in casi di stenosi cervicale, il transfer può risultare un po’ più indaginoso.
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EMBRYO-TRANSFER

 

ICSI: FECONDAZIONE IN VITRO MEDIANTE INIEZIONE INTRACITOPLASMATICA DEGLI SPERMATOZOI

La ICSI è una tecnica di recente introduzione (prima metà degli anni ’90) che permette di trattare casi sino a pochi anni fa intrattabili.
Essa si differenzia dalla FIVET solo nelle tecniche di inseminazione in vitro in laboratorio, mentre per la donna ed il partner i tempi e le procedure sono identiche.
Nella ICSI l’innovazione sta nel fatto che il singolo spermatozoo, opportunamente scelto, viene introdotto direttamente nel citoplasma dell’ovocita mediante un micro-ago sotto visione microscopica.
Nella ICSI non vi è un’autoselezione degli spermatozoi che penetrano l’ovocita e pertanto vi è un modesto aumento di possibilità che alterazioni genetiche presenti nel maschio vengano trasmesse alla progenie.

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ICSI e coltura cellulare

 

Tale tecnica di inseminazione in vitro permette di trattare maschi con seminali con pochissimi spermatozoi mobili o anche casi con assenza di spermatozoi nel seminale. Nel seme di certi maschi non sono presenti spermatozoi, ma ciò non esclude che si possano ritrovare nel testicolo o nell’epididimo. Pertanto si tenta di estrarli tramite PESA (aspirazione percutanea degli spermatozoi da testicoli ed epididimo) o TESA (prelievo bioptico di spermatozoi o spermatidi dal testicolo) per poi essere impiegati nella fecondazione in vitro mediante ICSI.

 

Fecondazione in vitro pesa

PESA

Nel nostro Centro abbiamo avuto gravidanze in presenza di un solo spermatozoo agoaspirato ed anche con spermatozoi immobili.  

Come per la FIVET, si procede con il controllo della fertilizzazione degli ovociti iniettati e si segue lo sviluppo dei pre-embrioni fino all’embryo-transfer.

Percentuale di gravidanze: per ogni ciclo di fecondazione in vitro in FIVET-ICSI è ragionevole attendersi una percentuale di successo di circa il 35-45% sotto i 38 anni ed un pregnancy-rate combinato in 2 tentativi di fecondazione assistita o dopo crioconservazione del 70-72%. Al di sopra dei 39 anni tale percentuale si riduce.

FECONDAZIONE IN VITRO: CONSIDERAZIONI E CONCLUSIONI
La descrizione qui esposta, necessariamente schematica, potrebbe trarre in inganno il lettore se pensasse che il piano terapeutico per la fecondazione assistita è più o meno uguale per tutte le coppie.
Non è così per il Centro Clinico San Carlo di Torino.
I Centri di Medicina della Riproduzione che hanno più successi sono quelli che adottano schemi terapeutici diversi a seconda della tipologia della coppia: ogni persona è diversa dall’altra ed è intuitivo che lo stesso schema non può andare bene per tutti.
La moderna scienza della riproduzione ha capito che, per aumentare sensibilmente i successi di fecondazione in vitro, bisogna partire da una diagnosi precisa ed approntare un progetto terapeutico il meno aggressivo possibile, con la minore quantità di farmaci possibile ed il più adatto alla coppia in questione.
Parliamo di terapia di coppia perché nella nostra esperienza pluriennale abbiamo osservato che solo se potenziamo sinergicamente il gamete femminile e quello maschile con medicina naturale possiamo migliorare i nostri risultati e le speranze per i pazienti.

 

NEWS: nuova metodica di fecondazione assistita dolce.

I tassi di gravidanza molto elevati ottenuti con questa metodica innovativa (70% nel corso di 2 transfer cumulativi in donne sotto i 40 anni) sono stati presentati nel corso di convegni, conferenze, letture magistrali internazionali a Mosca, Lima, Parigi, San Diego California ed in Italia.
Il razionale di base di questo lavoro sta nel massimo rispetto della fisiologia della riproduzione, imitando ciò che avviene in natura, dove l’ovocita fertilizzato a livello del padiglione della salpinge percorre per alcuni giorni la tuba prima di impiantarsi nell’endometrio nel suo momento di massima recettività.

Per questo sono state apportate importanti modifiche rispetto alle tecniche tradizionali di fecondazione assistita:

  • stimolazione minima con fitoterapia e sinergia di medicina naturale e gonadotropine a dosaggi particolarmente bassi
  • preparazione dei gameti maschili e femminili con prodotti naturali che migliorano qualitativamente la spermiogenesi e l’ovogenesi: Maca Polarizzata, Dracontium, Camu-Camu, Huanarpo Macho ecc, noti sin dal tempo degli Incas per aumentare la fertilità grazie ai loro alcaloidi, minerali, fattori antiossidanti ed all’attività poliendocrina e di riequilibrio su organi ed apparati.
  • aspirazione ecoguidata con ago sottile a doppia via e lavaggio dei follicoli per ridurre drasticamente la iperstimolazione e classificazione dell’endometrio in power doppler per individuare il giorno di massima recettvità per l’embryo-transfer.
  • embryo-transfer eco guidato nel giorno di massima recettività dell’endometrio uterino che varia da donna a donna (3/4/5/6 giorni dopo il pick-up) allo stadio embrionale di morula e di blastocisti, quando l’impianto ha più possibilità di riuscita.
  • terapia di supporto omeopatica e fitoterapia per favorire l’instaurarsi della gravidanza e per evitare gonfiori e senso di pesantezza fastidiosi per la donna.

Abbiamo constatato che con questa metodologia, oltre ad avere tassi di gravidanza molto elevati, vendono alla maggioranza dei casi evitati fastidi fisici per la donna, si previene la sindrome da iperstimolazione ovarica e si riducono le gravidanze plurime.

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