Fecondazione Assistita

FECONDAZIONE ASSISTITA
Nuova tecnica “dolce” di fecondazione in vitro

In seguito ai progressi fatti negli ultimi anni, soggetti precedentemente definiti “sterili senza speranza” possono diventare fertili grazie ai nuovi approcci terapeutici in Medicina della Riproduzione ed alle innovative tecniche di Fecondazione Assistita.
In realtà la procreazione assistita non è il primo passo del trattamento della sterilità: essa diventa indispensabile solo se le tube sono chiuse o se il numero e la motilità degli spermatozoi sono ridotti a valori estremi.
Vi sono varie situazioni intermedie in cui i valori dell’esame seminale possono essere migliorati con terapie mediche e medicina naturale. È anche il caso di ricordare in questa sede che esistono quadri di azoospermia (assenza di spermatozoi) curabili con terapia medica (ipogonadismo ipogonadotropo).

In ogni caso, per avere più probabilità di gravidanza e soprattutto di “avere un bambino in braccio” , nella nostra esperienza, dati alla mano, bisogna potenziare la capacità fecondante degli spermatozoi nel maschio e mimare nella donna il più possibile ciò che avviene in natura, dando comunque precedenza a tecniche di fecondazione assistita meno invasive che comportano meno stimolazione alla donna e quindi minori rischi di gravidanze gemellari ed iperstimolazione.

A ciò si aggiungono alcuni consigli , quali moderare fumo e alcool, evitare processi lavorativi e sostanze lesive per gli spermatozoi, evitare un innalzamento della temperatura a livello testicolare con biancheria intima e pantaloni comodi, bandire l’abuso di farmaci non strettamente necessari.

 

PROCREAZIONE ASSISTITA: LE OPZIONI TERAPEUTICHE PRATICABILI

 

  • CONCEPIMENTO GUIDATO: il concepimento guidato è talora preferito dalla donna nell’intento di evitare una stimolazione con gonadotropine. Le richieste in tal senso sono anche giustificate da un atteggiamento “prudente” nel caso di anamnesi familiare con presenza di neoplasie ormonodipendenti. Il ciclo viene monitorato in genere con due ecografie ed un test ematico al fine di scegliere il momento migliore o per un rapporto o per una tecnica di inseminazione artificiale.

 

  • TECNICHE DI INSEMINAZIONE ARTIFICIALE:

  • INSEMINAZIONE INTRAUTERINA (IUI): viene generalmente eseguita per i casi di sterilità inspiegata nei quali una o ambedue le tube sono pervie ed i parametri seminali appaiono pressoché normali. Percentuale di gravidanze: 12-15% ad ogni tentativo a causa dell’ambiente endo-uterino piuttosto ostile alla progressione degli spermatozoi.

inseminazione intrauterina

inseminazione intrauterina

 

inseminazione intrauterina
inseminazione intrauterina

 

  • INSEMINAZIONE INTRATUBARICA (ITI): questa tecnica innovativa è applicabile alla maggior parte delle coppie infertili, eccetto quando entrambe le salpingi sono ostruite o in casi di severa sub-fertilità maschile. A circa 35/36 ore dall’ovulazione, il seme capacitato con una tecnica particolare viene portato per via vaginale e trans-uterina a livello delle tube con un catetere curvo per via ecoguidata in due frazioni. In pratica, con questa tecnica di procreazione medicalmente assistita viene favorito l’incontro tra spermatozoo ed ovocita a livello delle ampolle tubariche, proprio come succede in natura. Di qui la percentuale di gravidanze decisamente soddisfacente.
    Si tratta di una tecnica di fecondazione assistita ambulatoriale, totalmente indolore per la donna e non richiede alcuna anestesia locale.
    Percentuale di gravidanza: nella nostra esperienza, le percentuali di successo connesse alla inseminazione intratubarica sono piuttosto elevate. Si raggiunge il 30-40% sotto i 38 anni ed il pregnancy rate combinato in 2 tentativi è del 70-72%. Al di sopra dei 39 anni tale percentuale si riduce.
    Questi risultati, pubblicati grazie ad uno studio prospettico randomizzato, sono stati ottenuti con l’effetto sinergico della Maca Polarizzata (LMWP).

 

scoppio del follicolo e liberazione dell’ovocita
spermatozoi lungo le tube che aspettano l’ovocita per chemiotassi

 

scoppio del follicolo e liberazione dell’ovocita
scoppio del follicolo e liberazione dell’ovocita

 

  • TECNICHE DI FECONDAZIONE IN VITRO

    • FIVET (Fecondazione in vitro ed Embryo-trasnfer): la FIVET è una delle tecniche di fecondazione assistita più diffuse e conosciute. È stata introdotta negli anni ’80 ed i bambini nati in tutto il mondo grazie a questa tecnica sono oltre 3 milioni. Essa si basa sull’incontro dello spermatozoo con l’ovulo al di fuori della loro sede fisiologica (tratto terminale delle tube) e pertanto è una tecnica di fecondazione assistita in grado di offrire una soluzione anche alle donne con alterazioni strutturali delle salpingi ed impervietà tubarica bilaterale. Recentemente, specie in associazione con la ICSI, tale tecnica ha esteso il suo campo di applicazione anche in caso di liquido seminale problematico, in caso di fallimenti ripetuti di altre tecniche di inseminazione artificiale, in caso di infertilità per cause sconosciute (sterilità idiopatica) ed in caso di poliabortività senza causa accertata.

prelievo degli ovociti e fecondazione in provetta1

prelievo degli ovociti e fecondazione in provetta

 

prelievo degli ovociti e fecondazione in provetta

prelievo degli ovociti e fecondazione in provetta

  • ICSI (Iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo): La ICSI è una tecnica di fecondazione artificiale introdotta nella prima metà degli anni ’90 che permette di trattare casi sino a pochi anni fa intrattabili. L’innovazione sta nel fatto che il singolo spermatozoo viene introdotto direttamente nel citoplasma dell’ovocita mediante un micro-ago sotto visione microscopica. Tale tecnica di fecondazione assistita permette di trattare maschi con seminali estremi con pochissimi spermatozoi mobili o motilità assente o anche casi con assenza di spermatozoi nel seminale ma che vengono recuperati mediante prelievo da testicoli ed epididimo.   
ICSI iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo al micromanipolatore

ICSI: iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo al micromanipolatore

 

NEWS: nuova tecnica di selezione dei gameti maschili biologicamente attivi tramite un componente naturale quale l’ACIDO IALURONICO (PICSI)

  • ASSISTED HATCHING: in certi casi di fallimenti ripetuti di fecondazione assistita, il mancato impianto dei pre-embrioni può derivare dalla loro incapacità di fuoriuscire dalla zona pellucida, involucro in cui sono racchiusi nelle prime fasi di sviluppo. Tecnicamente è possibile tramite il micromanipolatore, sotto visione microscopica, interrompere in vari modi la continuità della zona pellucida facilitando l’impianto dell’embrione nell’endometrio. È di osservazione relativamente recente che, con tale metodica, è possibile ottenere un significativo aumento nei tassi di impianto del pre-embrione. 

 

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rottura della zona pellucida e liberazione della blastocisti

 

 

  • COLTURA DELLA BLASTOCISTI: in casi selezionati di pazienti con mancato impianto dopo ripetuti tentativi di fecondazione in vitro, è possibile offrire alla coppia affetta da sterilità la strategia della coltura estensiva a blastocisti in alternativa al transfer tradizionale in seconda o terza giornata. La coltura della blastocisti permette di selezionare gli embrioni biologicamente validi. Al transfer di blastocisti successi superiori al 50%.
    blastocisti in 5 giornata

    blastocisti in 5° giornata

NEWS: NUOVA METODOLOGIA PER AUMENTARE I TASSI DI GRAVIDANZA

I risultati importanti raggiunti nei nostri studi ed in particolare la percentuale alta di gravidanze ottenute e l’azzeramento delle complicanze, suggeriscono l’efficacia della metodologia intrapresa:

  1. personalizzazione della terapia sapendo che ogni coppia è diversa dall’altra.
  2. importanza della componente energetica modulata con approcci innovativi quali la fitoterapia andina e l’energia biofotonica.
  3. correlazione tra somministrazione di citochine immunoregolatrici a basse dosi e successi di impianto embrionario a dimostrazione dell’importanza dell’instaurarsi di un microambiente di tipo th2/th3 immunotollerante nei confronti degli embrioni nelle prime fasi di impianto.
  4. stimolazione dolce perché è stato dimostrato che l’iperstimolazione ovarica ha una ricaduta negativa sullo sviluppo e sull’impianto degli embrioni nonché sulla loro costituzione cromosomica. Infatti è stato dimostrato in uno studio randomizzato una percentuale maggiore di embrioni ben conformati (euploidi) dopo stimolazione ovarica dolce; tale risultato è legato alle fasi iniziali di selezione che non vengono alterate dai protocolli di stimolazione leggera. In altri termini non conta il numero di ovociti recuperati ma che questi siano un gruppo omogeneo di ovociti di buona qualità biologica. Al contrario nella stimolazione tradizionale gli ovociti e gli embrioni ottenuti in soprannumero sono di qualità inferiore e più spesso anomali dal punto di vista cromosomico. Inoltre livelli elevati di ormoni alterano la recettività endometriale con conseguente riduzione dei tassi di gravidanza.

L’obiettivo del nostro lavoro è stato quello di proporre una metodologia innovativa rispettosa della donna e della fisiologia basata sui criteri della medicina dell’evidenza che mette in risalto e utilizza la componente energetica biofotonica affinché il seme maschile sia riconosciuto come “self” dall’organismo femminile e possa integrarsi in modo perfetto geneticamente con l’ovocita. In questo senso possiamo iniziare a pensare alla somministrazione di energia biofotonica pre-impianto.

 

FECONDAZIONE ASSISTITA: RISCHI PER LA PAZIENTE

I rischi immediati sono percentualmente bassi, poiché sono legati al prelievo ecoguidato transvaginale degli ovociti: tali rischi comprendono traumatismo vascolare e possibile sanguinamento addominale (0,7%) o infezioni pelviche (0,8%).

SINDROME DA IPERSTIMOLAZIONE OVARICA: è la complicanza più temibile della fase di stimolazione. Benché la forma grave richiedente ricovero ospedaliero si presenti solo nello 0,9% dei casi, vi sono delle forme lievi ed intermedie che si risolvono spontaneamente senza necessità di ricovero ma che richiedono una attenta osservazione poiché comporta distensione addominale per l’aumento in volume delle ovaie, dolenzia diffusa, nausea.

Le cause alla base dell’insorgenza della sindrome da iperstimolazione ovarica non sono ancora del tutto conosciute. Certamente ci sono delle differenze individuali che si esplicano con un diverso atteggiamento del tessuto ovarico e vascolare alla stimolazione e soprattutto alla somministrazione dell’hcg per indurre l’ovulazione.

Anche le forme più gravi che, come abbiamo detto, sono rare, non necessitano di intervento chirurgico ma vengono ristabiliti i parametri ematochimici con la semplice infusione in flebo delle opportune terapie.

La migliore prevenzione a tale sindrome è costituita dalla bassa stimolazione ormonale, dall’annullamento del ciclo di fecondazione quando vi sia un eccessivo numero di follicoli reclutati e dal non eseguire l’embryo-transfer crioconservando gli embrioni.

NEWS: è oggi possibile ridurre ulteriormente la complicanza di iperstimolazione ovarica usando, nei casi a rischio (PCOS, ovaie multi follicolari), gli analoghi per l’induzione dell’ovulazione al posto dell’HCG.

GRAVIDANZE MULTIPLE: è un rischio sempre presente ed in parte inevitabile se si trasferiscono 2 o 3 pre-embrioni allo scopo di garantire un tasso di gravidanze sufficientemente elevato.

Nelle tecniche di inseminazione artificiale, tale rischio è ancora più elevato, poiché il processo non è totalmente controllabile e le percentuali di gravidanze gemellari possono raggiungere anche il 15-18% e le trigemine il 2-3%.

Va da sé che va fatto ogni sforzo per evitare le gravidanze trigemine, poiché comportano spesso dei parti prematuri con insufficiente peso dei neonati alla nascita e quindi maggiori rischi di immaturità.

MALFORMAZIONI CONGENITE: i bambini nati in tutto il mondo con tecniche di fecondazione assistita sono oltre  3 milioni e gli studi sin’ora compiuti dimostrano che l’incidenza di malformazioni congenite, la crescita e lo sviluppo neurologico di questi bambini non differisce da quelli concepiti spontaneamente.

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