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IL
SOGNO DI UN FIGLIO, COPPIE DI TUTTA LA ITALIA BUSSANO AL CENTRO DI FECONDAZIONE
SAN CARLO
Anche
una pianta peruviana contro la sterilità
Un ginecologo torinese sperimenta con successo l'inseminazione
intratubarica
di
Pier Paolo Benedetto
Chi
non ha figli per averne uno è disposto a sopportare l'impossibile
pur di uscire dalle secche della sterilità sia essa maschile o
femminile. Se dopo aver consultato questo o quello una coppia si sente
dire dallo specialista "Mettetevi il cuore in pace" non c'è
che da prendere atto di una cocente sconfitta. Però è dura
spiegare che la natura pone limiti insuperabili e che le tecniche di inseminazione
artificiale a loro volta falliscono.
A sentirsi dire che non era il caso di insistere è stata anche
una donna di 34 anni che pochi giorni fa ha partorito serenamente un bimbo
dopo una gravidanza senza patemi, rovesciando un pronostico che pareva
tassativo e inesorabile.
Infatti qualche mese fa dopo l'ultima di una serie di visite e tentativi
inconcludenti il medico consultato era stato categorico: "Niente
da fare".
Una delle complicazioni che pareva tagliare ogni ponte era che l'aspirante
madre non aveva mai avuto la mestruazione e gli spermatozoi del marito
apparivano piuttosto debolucci: duplice ostacolo alla pur minima speranza
di concepire un figlio.
Ad aprire un varco nello scenario dell'impossibile è stato il ginecologo
torinese Giovanni Menaldo del Centro di Fecondazione San Carlo
che a suo merito può vantare una casistica di oltre 30 fecondazioni
ottenute su soggetti portatori di impedimenti per definizione fuori norma,
per non dire, disperati.
Il medico torinese ha però messo a punto un metodo di fecondazione
che mette in sintonia medicina ufficiale e medicina alternativa. Nel senso
che nella cura preparatoria si avvale degli effetti di irrobustimento
degli spermatozoi derivati dalla somministrazione di estratti (in forma
polarizzata, ossia opportunamente trattati) di Maca (Lepidium Meyenii
Walp), una pianta che cresce sulle Ande peruviane e nota per le sue proprietà
fecondative fin dai tempi degli Inca.
La parte più innovativa , resta tuttavia, spiega il dottor Menaldo,
"L'inseminazione intratubarica anziché quella intrauterina".
Una differenza non da poco perché più diretta e più
efficace. Menaldo: "Dobbiamo considerare come vantaggio l'introduzione
degli spermatozoi più attivi direttamente nelle tube (dove del
resto avviene in natura l'incontro tra spermatozoi ed ovocita) usando
un dispositivo studiato appositamente per controllare, sotto guida ecografica,
l'evento".
I risultati di questo nuovo approccio sono stati presentati di recente
ad un incontro promosso dall'Università di Milano e pubblicati
a cura del Centro Oms di Biotecnologie. Inconfutabile la risposta statistica
degli esperimenti compiuti su due gruppi di 63 coppie infertili. Un gruppo
trattato con procedure tradizionali ha avuto un tasso di gravidanza del
20 per cento; l'altro gruppo sottoposto alla nuova metodologia ha avuto
invece un tasso di oltre il 50 per cento di gravidanze . Con un'aggiunta
, specifica il dottor Menaldo: << Che questa nuova tecnica
di inseminazione non sottopone la donna a troppe stimolazioni ormonali
ed è priva di effetti collaterali.
Una tecnica dolce e sicura con una forte percentuale di successi ottenuti>>.
Va da sé che non c'è neppure da tentare se i soggetti mancano
di alcuni requsiti fondamentali: tube occluse nella donna o maschio privo
di spermatozoi.
Insomma, una cosa seria, talmente seria che da qualche tempo Torino sta
diventando mèta di coppie che qui riescono ad avere il figlio invano
cercato altrove. Il fenomeno non è numericamente eclatante ma qualitativamente
conferma come nella nostra città la ricerca in medicina consegue
risultati positivi e di eccellenza.
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