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QUANDO
IL BIMBO NON ARRIVA
Non restate incinte? Ci sono sette probabilità su dieci che sia
lui ad avere un problema. Ma l'infertilità maschile si può
risolvere quasi sempre. Con gli esami mirati e le cure giuste.
Lo dicono
gli specialisti: se un figlio non arriva è meglio prima di tutto
controllare lo stato di salute dell'uomo. In sette casi su dieci, infatti,
l'infertilità dipende da lui. Il dato è stato confermato
in un recente convegno internazionale che si è tenuto a Boston.
Gli esperti, però, precisano che non è il caso di allarmarsi:
non è sempre necessario ricorrere alla fecondazione assistita.
"L'infertilità maschile ha molte cause" spiega Giovanni
Menaldo, direttore dell'Unità di medicina della riproduzione
del Centro San Carlo di Torino.
"E, nella maggior parte dei casi, si risolve con i farmaci, o con
un semplice intervento chirurgico". Ma cosa fare, in pratica, se
il bimbo non arriva? Il primo esame al quale lui deve sottoporsi è
lo spermiogramma, cioè l'analisi del liquido seminale che permette
di verificare lo stato di salute degli spermatozoi. Se l'analisi evidenzia
un problema, bisogna rivolgersi a un fisiopatologo della riproduzione
o a un andrologo. Che stabilirà i successivi esami da fare.
Tutti i test
Alcuni problemi possono essere individuati dallo specialista già
durante la visita. Ma anche in questo caso il medico consiglia di fare
esami che possano confermare la sua diagnosi. Ecco allora quali sono questi
test e come si eseguono.
Spermiocultura. "È l'esame che il medico prescrive
se ha il dubbio che la sterilità sia legata a una prostatite, cioè
un'infiammazione della prostata" spiega Menaldo. La prostata, che
è la ghiandola che si trova sotto la vescica, produce il liquido
seminale che, durante l'eiaculazione, viene "arricchito" con
gli spermatozoi secreti dai testicoli. In chi soffre di prostatite gli
spermatozoi possono perdere la loro efficacia. Per effettuare l'esame
si raccoglie un campione di liquido seminale e si consegna al laboratorio.
Dove viene analizzato per stabilire se c'è un'infezione e quale
batterio ne è responsabile.
Eco-doppler dei vasi spermatici. "Verifica la circolazione
del sangue nella zona del basso ventre e del pene" dice Menaldo.
"Serve per confermare la diagnosi di varicocele, cioè di una
dilatazione delle vene nei testicoli. Il ristagno di sangue che si crea
fa aumentare la temperatura all'interno dei testicoli, danneggiando la
produzione di spermatozoi e aumentando il rischio di sterilità".
L'esame è assolutamente indolore: viene eseguito con un apparecchio
collegato, attraverso un cavo, a una specie di mouse che il medico passa
sulla zona da esaminare. Le immagini della circolazione del sangue vengono
trasmesse al computer. Che le elabora e segnala immediatamente eventuali
problemi.
Dosaggio ormonale. Se il medico non sospetta una prostatite o un
varicocele, probabilmente prescriverà il dosaggio ormonale. È
un esame del sangue da fare la mattina a digiuno. "Serve per controllare
la presenza di due ormoni: quello
follicolostimolante, o Fsh, e quello luteinizzante, o Lh" continua
Menaldo. "Se le concentrazioni di queste sostanze sono alterate,
gli spermatozoi si muovono più lentamente e quindi fanno fatica
a fecondare l'ovulo".
Computer assisted semen analyzer. È l'esame più approfondito
che si fa dopo aver escluso le altre cause. "Si esegue su un campione
di sperma, per valutare il numero, il movimento e la forma degli spermatozoi"
spiega Fulvio Ferrara, responsabile della sezione infertilità del
servizio integrato di medicina di laboratorio dell'Ospedale San Raffaele
di Milano. "Si usa un sofisticato microscopio che stabilisce con
esattezza se esistono alterazioni. È un esame nuovissimo e viene
fatto solo in alcuni laboratori di infertilità maschile.
Tutte le
soluzioni
Una volta stabilita la causa dell'infertilità, si passa alle cure.
Eccole, malattia per malattia.
La prostatite. "Quasi sempre è causata dalla stitichezza"
spiega Emanuele Montanari, dell'Istituto di urologia dell'Università
degli studi di Milano. "O dipende da infezioni trasmesse con i rapporti
sessuali". Si cura con antibiotici, da prendere per due settimane.
Il varicocele. "La soluzione è chirurgica" dice
Menaldo. "L'intervento è semplice e indolore e consiste nel
"riportare" le vene alla giusta dimensione. Si fa in anestesia
locale e, di solito, in day-hospital". Per ritornare fertili dovete,
però, aspettare tre mesi, quando l'organismo sostituirà
i vecchi spermatozoi con altri nuovi.
L'ipogonadismo.
Il disturbo dipende dagli squilibri ormonali. "Valori troppo alti
o troppo bassi di ormoni portano allo stesso risultato: i testicoli non
lavorano come dovrebbero e gli spermatozoi sono pochi. E per giunta lenti"
puntualizza Menaldo. "La cura, però, è diversa".
Se la concentrazione ormonale è eccessiva, si ricorre all'inseminazione
artificiale: da un campione di spermatozoi si prelevano solo quelli attivi,
da usare per la fecondazione. "Se il valore degli ormoni è
basso, invece, si può ricorrere a una cura farmacologica"
continua Menaldo. "Bastano tre iniezioni alla settimana per tre mesi,
per riequilibrare i valori".
L'oligospermia. "Gli spermatozoi possono essere pochi e lenti
anche per cause non identificabili" dice Menaldo. "In questo
caso si parla di oligospermia. Se sono pochi, la cura è ancora
una volta la fecondazione assistita. Se sono solo lenti c'è, invece,
una cura all'avanguardia. Tutti i giorni, per tre mesi, si prendono due,
tre capsule di Maca. È una pianta che proviene dalle Ande e che
stimola l'attività degli spermatozoi". Secondo uno studio
dell'Università di Milano, il Maca si è rivelato efficace
nel 55 per cento dei casi, contro il 20 per cento di successo delle cure
tradizionali.
27.06.2001
Cinzia
Testa
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