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CENTRI
DI FECONDAZIONE ASSISTITA E NUOVA LEGGE DEL 19/02/2004 N°40
Intervento
pubblico del Prof. Giovanni Menaldo su invito delle Associazioni femminili
a Torino in occasione del 8-03-2004.
La
nuova legge sulla Fecondazione Assistita "Norme in materia di Procreazione
medicalmente assistita" introduce alcuni divieti molto pesanti per
alcune forme d'infertilità per cui non pochi giuristi hanno sollevato
questioni di legittimità costituzionale.
I Centri di fecondazione assistita saranno costretti a modificare radicalmente
il proprio modo di operare in quanto viene posto il Divieto in Italia
alla fecondazione eterologa e quindi alla donazione di ovociti e spermatozoi,
viene posto il divieto alla diagnosi preimpianto, al congelamento di embrioni
e viene stabilito che non più di tre ovociti possono essere inseminati.
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Divieto in Italia alla donazione di ovociti e spermatozoi
L'articolo
4,comma 3 recita: è vietato il ricorso e tecniche di procreazione
assistita di tipo eterologo.
Pertanto tutte le donne a cui è capitata la triste esperienza di
andare in menopausa precoce in giovane età non avranno più
la possibilità di un'ovodonazione.
Il divieto posto ai Centri di fecondazione assistita italiani di aiutare
le coppie con queste problematiche a portare avanti una gravidanza determinerà
come si può ben immaginare un turismo sanitario verso quegli stati
in cui è permessa la fecondazione eterologa.
La stessa cosa per gli uomini azospermici che per varie malattie pregresse
o affezioni congenite non hanno più spermatozoi.
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Divieto di diagnosi pre impianto
Alcune
malattie tutt'altro che rare come la talassemia, la fibrosi cistica ,
la malattia di Duchenne e altre cromosomopatie che possono essere trasmesse
da genitore portatori sani al concepito con un elevato grado di probabilità,
non potranno più essere diagnosticate con la diagnosi pre impianto
ma si sarà costretti in questi casi a trasferire in utero embrioni
malati iniziando una gravidanza che sin dal inizio può presentarsi
patologica.
Prima della presente legge le coppie portatrici di queste anomalie genetiche
che non volevano dare alla luce un bambino malato, avevano due possibilità:
1. Sottoporsi a diagnosi prenatale con ammniocentesi o villocentesi e
nel caso l'embrione fosse risultato malato, abortire;
2. Sottoposi a diagnosi pre impianto per identificare gli embrioni malati
e trasferire in utero solo quelli apparentemente sani.
Dopo
l'approvazione della legge, sarà possibile sola la prima delle
due eventualità.
Come conseguenza la libertà di scelta del cittadino sarà
del tutto negata e chi non vorrà correre il rischio di scegliere
tra abortire e dare alla luce un figlio che nella ipotesi migliore dovrà
accudire per tutta la vita, dovrà recarsi all' estero per poter
adottare questa tecnica.
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Divieto di inseminare più di tre ovociti e alla crioconsrvazione
degli embrioni
Le tecniche di procreazione medicalmente assistita devono essere eseguitae
presso Centri di Fecondazione assistita idenfificati e autorizzati a livello
nazionale e regionale.
La fertilizzazione in vitro dell' ovocita ha un successo medio del 35
al 70%.
Non tutti gli embrioni raggiungono lo stadio di 6-8 cellule.
Sino ad ora, per ovviare a ciò, specie quando si partiva da seminali
o da ovociti di scarsa qualità, numerosi Centri di fecondazione
assistita inseminavano un numero di ovociti,quando possibile, superiore
a tre, con l'obiettivo di poter trasferire poi in utero due o tre embrioni
di buona qualità che dessero concrete speranze di gravidanza. Numerosi
Centri congelavano gli embrioni in sovranumero e li trasferivano in successivi
cicli quando non si fosse instaurata la gravidanza al primo tentativo.
Ciò non è più permesso dalla nuova normativa che
all'art.14 comma 2 dice: "le tecniche di produzione di embrioni
non
devono creare un numero di embrioni superiore a quello strettamente necessario
ad un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre"
I
CENTRI DI FECONDAZIONE ASSISTITA IN PIEMONTE
La
Regione aveva già disciplinato la materia con apposita legge :DGR
N°43-4707 del 3/12/2001"Approvazione requisiti strutturali,tecnologici
ed organizzativi dei Centri di PMA.
I Centri di fecondazione assistita piemontesi dopo la promulgazione di
questa legge hanno dovuto adeguarsi ai requisiti strutturali e tecnologici
richiesti e alle competenze professionali elencate.
Il Centro Clinico San Carlo ha inaugurato nel Giugno 2003 una nuova struttura
nel centro di Torino in via Michelangelo Buonarroti 3, interamente dedicata
alla diagnosi e terapia dell'infertilità dotata delle tecnologie
più avanzate in ambienti totalmente asettici con filtri assoluti
rispetto all'atmosfera esterna. Tutte le attività di procreazione
assistita svolte dal 1990 nella sede storica del San Carlo di via Giolitti
2 sono state trasferite nella nuovissima struttura.
Grazie al nuovo laboratorio che opera a livello di eccellenza con le tecnologie
più innovative pur inseminando un numero massimo di tre ovociti
abbiamo tassi di gravidanza più che soddisfacenti.
Questa è stata da anni la filosofia del San Carlo Procreazione
assistita che ha sempre utilizzato una metodologia di stimolazione dolce
per evitare traumi alla donna, per evitare la sindrome di iperstmolazione
ovarica e gravidanze plurime. Rispetto alla nostra esperienza, il divieto
posto dalla nuova legge di non inseminare più di tre ovociti non
compromette i risultati in termini di gravidanza inquanto da sempre siamo
abituati ad operare con un numero basso di ovociti essendo contrari a
stimolazione ovariche troppo energiche.
Per quanto riguarda il resto della legge ,in particolare il divieto alla
donazione di gameti e alla diagnosi preimpianto la consideriamo una pessima
legge non rispettosa della salute della donna in particolare della salute
psichica, e neppure di quella del nascituro perché vincola i medici
a trasferire obbligatoriamente embrioni anche affetti da patologia e questo
va contro ai dettati costituzionali, al rispetto della persona ,all'etica
medica e alla deontologia professionale.
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